Perché la Internet of Things non può fare a meno del cloud

Dall’app per controllare il termostato con il cellulare ai braccialetti per il fitness, sono innumerevoli le innovazioni della Internet of Things che sono entrate nella nostra vita quotidiana. Quello dell’IoT, uno degli elementi fondamentali della quarta rivoluzione industriale, è un mondo in forte crescita che anche in Italia ha raggiunto numeri importanti. Come evidenziano i dati dell’Osservatorio Iot del Politecnico di Milano il mercato ha raggiunto i 3,7 miliardi di euro con un aumento del 32% rispetto al 2016. Una crescita che deriva soprattutto dalla diffusione dei dispositivi per lo smart metering, i sistemi per la telelettura e telegestione dei contatori di luce e gas e acqua e delle smart car, i veicoli connessi di singoli privati o flotte utilizzate per applicazioni di car sharing.
Gli esempi di presenza dell’IoT sul mercato dimostrano l’estrema versatilità di questi strumenti tecnologici che possono essere utilizzati in molte situazioni differenti. La domotica è un classico ambito di utilizzo. Stiamo parlando delle tecnologie che migliorano la qualità della vita nelle abitazioni e quindi sistemi antiintrusione con controllo a distanza degli ambienti dal proprio smartphone, regolazione delle luci a distanza, accensione e spegnimento condizionatori da remoto e altri strumenti che possono essere manovrati tramite app.
Quello degli smart building, oltre a essere uno dei settori in maggiore sviluppo dell’Iot, è un altro esempio di utilizzo. Per capire di cosa stiamo parlando possiamo fare riferimento al campus universitario inaugurato a Savona. Si tratta di una struttura completamente autosufficiente a livello energetico grazie all’utilizzo dell’energia geotermica. In più c’è anche un impianto fotovoltaico per l’energia elettrica e una “intelligenza” che permette la gestione dei flussi dell’energia.
Passando al manifatturiero, con il monitoraggio in ambito industriale i dati raccolti dai sensori presenti sugli impianti consentono di avere in tempo reale la situazione delle macchine e poter lavorare anche sulla manutenzione predittiva, evitando costosi “fermi macchina”.
L’automotive è un altro dei settori dove l’Iot è in pieno sviluppo. Tutte le auto senza guidatore in via di sviluppo sono basate sul mondo dell’Internet of things, ma anche rimanendo ai veicoli che sono attualmente sulle strade, i sensori ci avvisano di problemi al motore e possono far partire una richiesta di soccorso in caso di incidente. Molta attività in questo settore è spinta dalle “scatole nere” che alcune assicurazioni propongono ai loro clienti.
Afferiscono allo Smart Health le applicazioni che vanno dai sensori che permettono al medico di controllare i parametri vitali del paziente curato a casa ai sensori ingeribili fino alla geolocalizzazione di bambini e anziani sono alcuni esempi di un mondo in continua evoluzione dal quale ci si attende molto, sia per garantire un migliore controllo dei pazienti, ma anche per aumentare la qualità della vita delle persone
Sono sempre più numerosi i pagamenti effettuati con smartphone, dal biglietto dell’autobus al caffè in autostrada. Che si tratti di appoggiare lo smartphone a un lettore NFC presente nei POS della cassa, o mostrare il QR Code a una fotocamera, l’alternativa a contanti e carte di credito è sempre più appetibile.
Il cloud: alla base del successo delle iniziative IoT
Perché le soluzioni Iot abbiano successo, in particolare quelle rivolte ai consumatori, è fondamentale appoggiarsi al cloud, che permette di gestire un elevato numero di connessioni con i dispositivi e fornisce all’utente un’interfaccia sempre raggiungibile. Il cloud offre inoltre la flessibilità per scalare velocemente le risorse in funzione del numero dei dispositivi o della loro attività, potendo gestire una veloce crescita della base installata ma anche riducendo le risorse (e quindi i costi) nei periodi in cui l’attività cala, per esempio per motivi stagionali (le app che gestiscono il riscaldamento sono usate solo in inverno, mentre quelle per tracciare gli allenamenti vengono attivate soprattutto nei mesi caldi).
Utilizzare il cloud come piattaforma di una soluzione IoT è ciò che ha fatto Smart Domotics, una start up che rappresenta una importante voce italiana nel campo della domotica. La sua mission è di produrre e commercializzare soluzioni per la domotica, il risparmio energetico e il monitoraggio degli edifici. Attraverso le soluzioni della start up è possibile verificare l’energia elettrica consumata e quella prodotta con fonti rinnovabili, controllare il consumo degli elettrodomestici e i parametri ambientali.
La soluzione si basa sulla connettività, e vede nel cloud la sua massima espressione in termini quantitativi e di fruibilità da parte degli utenti. Smart-Dom prevede un apparecchio elettronico installato in modalità non invasiva nel quadro elettrico generale di un edificio, nuovo o di vecchia costruzione. La soluzione permette di controllare contemporaneamente l’efficienza energetica di elettricità, riscaldamento, illuminazione e fonti rinnovabili ed è controllabile tramite il browser del pc o una app per smartphone. Grazie a una connessione con rete fissa o senza fili è possibile monitorare da remoto il funzionamento dell’intero sistema.
Oltre al risparmio energetico, molte funzionalità di Smart-Dom riguardano il comfort dell’utente. Per esempio la funzione anti distacco che evita il salto della corrente quando si accendono troppi elettrodomestici e si sovraccarica il contatore. Poi c’è il controllo dell’impianto fotovoltaico e delle rinnovabili con lo spostamento dei consumi nei momenti di maggior produzione. In questo modo viene massimizzato l’autoconsumo e si risparmia sulla bolletta. Altre funzionalità permettono di ridurre i consumi delle pompe di calore, ottimizzare i costi di produzione dell’acqua calda, utilizzare il termostato intelligente e raggiungere le tre stelle previste dalla normativa Cei 64-8. L’azione combinata di queste soluzioni consente, secondo l’Energy report del Politecnico di Milano, di avere una riduzione dei consumi che oscilla fra il 2 e il 9% per il monitoraggio, dal 7 al 14% per quanto riguarda il controllo e una diminuzione fra il 12 e il 20% utilizzando una configurazione hardware e software che garantisca le tre funzioni di monitoraggio, controllo e automazione.
Smart Domotics utilizza il cloud di Aruba che consente di raggiungere ogni apparecchio in remoto tramite sito e app, e contemporaneamente consentire a tutti gli utenti di usufruire di una serie di servizi collaterali forniti dall’intero sistema, come per esempio la consulenza sui consumi o l’utilizzo di previsioni meteo al fine di evitare sprechi nell’utilizzo del riscaldamento.
Aruba è la prima società italiana per i servizi di datacenter, web hosting, e-mail, Pec e registrazione domini. Fondata nel 1994, offre un cloud semplice e su misura con proposte Iaas per la start up e la grande azienda. La società dispone di un moderno network di datacenter in Italia e in Europa con Sla garantito e un sistema di costi trasparenti ed eccellenti livelli di connettività e response time, come hanno certificato i benchmark di Cedexis e Cloudscreener.
L’utilizzo del cloud permette di ridurre i costi e favorisce l’innovazione dell’azienda, che può testare nuove soluzioni senza impegnarsi in costosi investimenti. Le start up hanno poi a disposizione il programma We Start you Up con una formula d’ingresso per chi muove i primi passi e include il supporto tecnico di Aruba.