Sentenza USA: niente copyright per le opere create dalla IA generativa

Sentenza USA: niente copyright per le opere create dalla IA generativa
Se non c'è creatività umana, l'opera non è soggetta a copyright e nessuno può vantare diritti su di essa. È solo una delle insidie legali da affrontare, in attesa di leggi in elaborazione in Europa, USA e Cina. A ottobre parleremo dei rischi della IA per le aziende al convegno InnovazionePiù

Un tribunale di Washington ha stabilito che un’immagine generata dall’intelligenza artificiale senza alcun intervento umano non può essere protetta dal copyright. La giudice Beryl Howell si è espressa sul ricorso presentato dall’informatico Stephen Thaler contro l’ufficio del Copyright dopo che questi aveva respinto la richiesta di registrazione per un’opera generata con il sistema DABUS, creato da Thaler.

Thaler aveva già perso ricorsi analoghi contro il rifiuto da parte dell’Ufficio Brevetti di registrare invenzioni generate con il suo “Device for the Autonomous Bootstrapping of Unified Sentience”.

Sebbene la sentenza di Howell fissi un precedente importante, non dipana del tutto la questione sulla possibilità o meno di proteggere da copyright le opere prodotte attraverso l’intelligenza artificiale. DABUS ha infatti una caratteristica che ha influito sulla decisione della giudice: secondo Thaler, infatti, il sistema è infatti in grado di operare senza alcun input da parte di un essere umano, che secondo la giurisprudenza è condizione necessaria per registrare un prodotto dell’ingegno.

Più sfumata e confusa è invece la situazione più diffusa, in cui un’immagine o un testo sono generati a partire da istruzioni fornite da un operatore umano, il cosiddetto prompt, che secondo alcuni osservatori costituisce espressione della creatività dell’artista. L’Ufficio del Copyright USA non la pensa però allo stesso modo. Lo scorso febbraio, aveva infatti negato all’artista Kristina Kashtanova la possibilità di proteggere con il copyright il suo fumetto Zarya of the Dawn, realizzato utilizzando Midjourney.

Per le aziende che stanno pensando di utilizzare i modelli di IA generativa per produrre contenuti da sfruttare a livello commerciale si tratta di un problema serio: chi investirebbe tempo e denaro per produrre articoli, libri, immagini o musica se non solo qualsiasi utente potesse copiarli a proprio piacimento, ma che i concorrenti potrebbero addirittura rivendere a prezzo più basso?

Le molte insidie del copyright della IA generativa

La possibilità o meno di proteggere il diritto d’autore delle opere generate con le intelligenze artificiali è solo uno dei problemi che le aziende dovranno affrontare in questo campo.

Un’altra fonte di preoccupazione è l’utilizzo non autorizzato di materiale soggetto a copyright per l’addestramento dei modelli. Ci sono diverse cause in fase di istruzione contro le principali aziende IA, e probabilmente altre ne verranno. OpenAI, Midjourney e compagni affermano che le opere generate si ispirano ai dati di addestramento senza copiarli, ma le corti potrebbero pensarla diversamente con conseguenze poco prevedibili sull’ecosistema della IA generativa e anche sui clienti che avessero utilizzato opere generate nei loro siti e materiali di marketing.

OpenAI, Google e altre aziende stanno ora seguendo un approccio opt-out: chi pubblica siti web o documenti, può specificare all’interno del file robots.txt se autorizza o meno l’utilizzo dei contenuti per l’addestramento di modelli IA. I buoi, però, sono già scappati: che fare con i terabyte di dati che queste aziende hanno già “succhiato” da siti web, ebook e pubblicazioni di ogni tipo, senza chiedere niente a nessuno?

Infine, le aziende si stanno preoccupando della governance dei dati e documenti che i propri dipendenti inseriscono nei prompt e nelle richieste fatte ai modelli di IA generativa, o dei contenuti che comunque vengono caricati o trasmessi da piattaforme cloud che fanno uso di modelli IA per alcune funzioni. Questa estate, Zoom ha fatto scalpore per aver modificato i propri termini di servizio in un modo che sembrava autorizzarla a utilizzare per l’addestramento delle IA qualsiasi contenuto caricato o trasmesso dagli utenti attraverso la propria piattaforma. L’azienda ha specificato meglio la propria posizione qualche giorno dopo, escludendo questa possibilità.

Anche rimanendo nel solo campo del copyright, quindi, sono tanti i motivi che consiglierebbero un approccio cauto nell’adozione di una tecnologia i cui confini legali non sono ancora ben definiti. Approfondiremo questi aspetti in una sessione del convegno virtuale InnovazionePiù dedicata ai rischi della IA generativa per aziende e società, con la partecipazione dell’avv. Simone Aliprandi, esperto di diritto d’autore in ambito digitale, Gabriele Mazzini, Team Leader Artificial Intelligence Act della DG CNECT della Commissione EU e Alessandro Musumeci, Capo Area Sottosegretario all’Innovazione.

La partecipazione è gratuita e caldamente consigliata a chi in azienda sta valutando gli impatti dell’intelligenza artificiale sulle proprie pratiche e obiettivi di business. Ci si può registrare al convegno premendo il pulsante sottostante.

(Immagine di apertura generata con playgroundai.com)

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IA generativa e i rischi per la sicurezza aziendale

ia generativa sicurezza
Un nuovo sondaggio di Gartner evidenzia come l'IA generativa sia ormai diventata un rischio emergente per le aziende.

Secondo Gartner, la disponibilità di massa di strumenti di IA generativa come ChatGPT di OpenAI e Google Bard è diventata una delle principali preoccupazioni per i responsabili dei rischi aziendali nel secondo trimestre del 2023.

“L’IA generativa è stata il secondo rischio più frequentemente nominato nella nostra indagine del secondo trimestre, comparendo nella top 10 per la prima volta” ha dichiarato Ran Xu, direttore della ricerca di Gartner Risk & Audit Practice. “Questo riflette sia la rapida crescita della consapevolezza e dell’utilizzo degli strumenti di IA generativa da parte del pubblico, sia l’ampiezza dei potenziali casi d’uso, e quindi dei potenziali rischi, che questi strumenti comportano”.

Nel maggio 2023, Gartner ha intervistato 249 dirigenti di alto livello che si occupano di rischi aziendali per fornire ai leader una visione comparata di 20 rischi emergenti. Il Quarterly Emerging Risk Report contiene informazioni dettagliate sul possibile impatto, sulla tempistica, sul livello di attenzione e sulle opportunità percepite per questi rischi.

La redditività di terze parti è il rischio emergente che le aziende stanno monitorando con maggiore attenzione nell’indagine del secondo trimestre del 23° anno. L’incertezza della pianificazione finanziaria è il terzo rischio in classifica, seguito dal rischio di concentrazione del cloud. Le tensioni commerciali con la Cina hanno completato la top five dei rischi, suddivisi tra questioni sintomatiche dell’attuale ampia volatilità macroeconomica e geopolitica e preoccupazioni legate alla tecnologia.

Disponibilità di massa di IA generativa

In termini di gestione del rischio aziendale, secondo gli esperti di Gartner è necessario affrontare tre aspetti principali:

Proprietà intellettuale

“Le informazioni inserite in uno strumento di IA generativa possono diventare parte del suo set di addestramento, il che significa che informazioni sensibili o riservate potrebbero finire negli output di altri utenti”, ha affermato Xu. “Inoltre, l’utilizzo dei risultati di questi strumenti potrebbe finire per violare inavvertitamente i diritti di proprietà intellettuale di altri che li hanno utilizzati”.

È importante educare la leadership aziendale alla cautela e alla trasparenza nell’uso di questi strumenti, in modo da poter mitigare adeguatamente i rischi legati alla proprietà intellettuale sia per quanto riguarda gli input che gli output degli strumenti di IA generativa.

Privacy dei dati

Gli strumenti di IA generativa possono condividere le informazioni degli utenti con terze parti, come venditori o fornitori di servizi, senza preavviso. Questo potrebbe violare la legge sulla privacy in molte giurisdizioni. Ad esempio, in Cina e nell’Unione Europea sono già state introdotte delle normative, mentre negli Stati Uniti, in Canada, in India e nel Regno Unito sono state presentate delle proposte di legge.

sap ia generativa

Sicurezza informatica

“Gli hacker testano sempre nuove tecnologie per trovare il modo di sovvertirle per i loro scopi e l’IA generativa non è da meno”, ha affermato Xu. “Abbiamo visto esempi di codice malware e ransomware che l’IA generativa è stata in grado di produrre con l’inganno, così come attacchi di tipo ‘prompt injections’ che possono indurre questi strumenti a fornire informazioni che non dovrebbero fornire. Questo sta portando all’industrializzazione di attacchi di phishing avanzati”.

Cause e implicazioni del rischio di redditività di terze parti

“Il persistere di un’inflazione meno reattiva agli aumenti dei tassi d’interesse e che si protrae più a lungo del previsto ha fatto aumentare i costi e le pressioni sui margini delle terze parti”, ha affermato Xu. “Quando le banche centrali aumentano i tassi di interesse per combattere l’inflazione, si verifica anche un processo di restrizione del credito che può costringere i fornitori a sospendere le operazioni o a diventare insolventi a causa dell’aumento dei costi di finanziamento”.

Se le condizioni economiche si deteriorano in modo generalizzato, ciò potrebbe causare un calo inaspettato della domanda che potrebbe influire sulla redditività dei fornitori o sulla loro capacità di fornire beni e servizi in modo tempestivo. Gli esperti di Gartner hanno individuato tre potenziali conseguenze sulla redditività di terze parti che i risk manager devono monitorare man mano che la situazione si sviluppa:

  • Perdita di input e materiali chiave: Se le terze parti aumentano i loro prezzi a causa della situazione economica generale, c’è il rischio evidente di perdere l’accesso a input e materiali chiave, poiché le terze parti favoriscono i clienti disposti a pagare prezzi più alti.
  • Ipotesi di pianificazione finanziaria errate: Le ipotesi sui costi non saranno più valide quando i fornitori aumenteranno i prezzi o falliranno, rendendo necessari costi di cambio e un aumento dei prezzi per ottenere beni e servizi.
  • Sfide esterne alla catena di fornitura: I partner, come i fornitori di servizi gestiti o i partner commerciali, i creditori o i fornitori di tecnologia possono cessare o ridurre le operazioni.

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