Prosegue spedita la riorganizzazione della burocrazia federale americana sotto la guida di Donald Trump e di Elon Musk. Con il nuovo Dipartimento per l’Efficienza Governativa (DOGE), Musk punta infatti a tagliare 2 trilioni di dollari di spesa pubblica, ma le grandi società di consulenza, che dipendono sempre più dai contratti federali, osservano la situazione con ansia sia perché non sembrano avere un posto al tavolo delle decisioni, sia perché potrebbero essere nel mirino dei tagli.

Queste grandi società hanno una lunga storia di collaborazioni con il governo americano e oggi la loro influenza e i loro introiti sono cresciuti esponenzialmente. Booz Allen Hamilton, ad esempio, ha ricevuto 9 miliardi di dollari dall’amministrazione federale nell’ultimo anno fiscale, mentre il totale degli incassi dei principali consulenti governativi è salito a oltre 18 miliardi di dollari rispetto ai soli 5 miliardi di dieci anni fa.

La dipendenza dal governo varia tra le società. Booz Allen Hamilton si basa quasi interamente sui contratti pubblici, mentre McKinsey ottiene meno dell’1% del suo fatturato globale dal governo federale. In generale, circa l’8% dei ricavi complessivi delle grandi società di consulenza proviene dai contratti federali, rendendo il governo il loro più grande cliente singolo.

Alcuni contratti hanno inoltre dimensioni notevoli. EY, ad esempio, ha guadagnato quasi 70 milioni di dollari dal 2020 per sostenere una riforma del Dipartimento per l’Edilizia e lo Sviluppo Urbano, mentre la Defense Health Agency ha assegnato a BCG 380 milioni di dollari dal 2022 per il progetto Workforce 3.0 e Accenture ha ottenuto 700 milioni di dollari dal Dipartimento dell’Istruzione per sviluppare un sito web, un’app mobile e un assistente virtuale per l’assistenza agli studenti.

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L’aumento della spesa per la consulenza riflette anche il disordine della burocrazia federale, visto che ogni anno vengono creati e raccolti circa 140 miliardi di moduli, per lo più cartacei. Le agenzie governative faticano a reclutare esperti tecnologici per digitalizzare i processi, il che ha alimentato il ricorso ai consulenti. Tuttavia, l’ordine esecutivo del DOGE prevede proprio la modernizzazione tecnologica del governo e alcuni consulenti sperano che ciò porti a una maggiore automazione, mantenendo alta la domanda dei loro servizi.

Le società di consulenza e Musk sembrano però operare in mondi diversi. L’approccio del CEO di Tesla è stato drastico e rapido, senza molti compromessi con gli stakeholder, mentre le società di consulenza hanno cercato di smarcarsi da metodi troppo aggressivi, preferendo un’immagine di collaborazione e gestione ponderata del cambiamento. Musk potrebbe inoltre considerare i consulenti non come parte della soluzione, ma del problema. La frustrazione per la scarsa efficienza della consulenza nel settore pubblico è infatti molto diffusa, a causa dell’inerzia burocratica e delle interferenze politiche.

Un altro elemento di incertezza per le aziende di consulenza è l’agenda politica complessiva dell’amministrazione Trump. Oltre ai tagli alla pubblica amministrazione, il governo mira infatti a eliminare iniziative legate alla diversità, equità e inclusione (DEI). Un ordine esecutivo recente vieta ai fornitori federali di implementare programmi DEI che violino le leggi anti-discriminazione e le grandi aziende di consulenza, che hanno sostenuto apertamente questi principi, si trovano quindi in una posizione difficile.

Alcune, come McKinsey, hanno ribadito il loro impegno per una “diversa meritocrazia”, mentre altre si stanno adeguando: Accenture ha annunciato la fine dei suoi obiettivi di diversità, mentre Deloitte ha chiesto ai dipendenti che lavorano con il governo di rimuovere i pronomi dalle firme e-mail.

Le società di consulenza si trovano dunque di fronte a una scelta difficile e devono decidere se adattarsi alla nuova amministrazione per preservare i contratti governativi o mantenere la propria identità a rischio di perdere il loro cliente più importante. Qualunque sia la decisione, negli USA il settore della consulenza sta entrando in un periodo di profonda incertezza.