Cina ed Europa sembrano aver trovato un terreno comune nella corsa all’indipendenza tecnologica: la tecnologia RISC-V per i microprocessori. Mentre le tensioni geopolitiche con gli Stati Uniti si intensificano, entrambi i blocchi guardano a questa architettura open-source come a una possibile via per ridurre la dipendenza dalle aziende statunitensi, in particolare nei settori strategici dei data center e dei supercomputer, ma senza trascurare anche i dispositivi client o l’elettronica per le auto. Il crescente interesse verso l’adozione di RISC-V potrebbe rimodellare l’industria dei semiconduttori, ma avere profonde implicazioni geopolitiche.

La tecnologia RISC e l’evoluzione RISC-V

RISC (Reduced Instruction Set Computer) è un’architettura per microprocessori che, a differenza delle architetture CISC (Complex Instruction Set Computer), utilizza un set di istruzioni ridotto e ottimizzato. Invece di istruzioni complesse e specializzate, i processori RISC impiegano istruzioni più semplici che possono essere eseguite più rapidamente. Questo approccio offre diversi vantaggi, tra cui una maggiore efficienza energetica in termini di prestazioni per watt, un design semplificato e adattabile con un minor numero di transistor, e una maggiore velocità di esecuzione su compliti specifici.

RISC-V rappresenta l’evoluzione open-source della tecnologia RISC. A differenza delle architetture proprietarie come x86 (Intel/AMD) e ARM, RISC-V è libera da vincoli di licenza e consente ai progettisti di creare processori personalizzati per diverse applicazioni, dai dispositivi embedded ai supercomputer. La sua modularità e flessibilità la rendono ideale per settori come l’automotive, il networking e i dispositivi embedded, ma anche nella fascia più alta occupata dall’intelligenza artificiale e l’high-performance computing.

Tensioni geopolitiche e la ricerca dell’autonomia

Le crescenti tensioni geopolitiche, in particolare tra Cina, Europa e Stati Uniti, hanno spinto i governi a cercare una maggiore indipendenza tecnologica. La dipendenza da tecnologie statunitensi, come i microprocessori x86 e ARM, può rappresentare un rischio per la sicurezza nazionale e la competitività economica, specialmente in un contesto di crescenti tensioni commerciali e politiche.

In Europa, la Commissione Europea ha lanciato diverse iniziative per promuovere la “sovranità tecnologica”, con investimenti in settori strategici come l’intelligenza artificiale, i semiconduttori e l’energia pulita. L’obiettivo è ridurre la dipendenza da tecnologie straniere e garantire la sicurezza delle catene di approvvigionamento. La pandemia di COVID-19 ha ulteriormente evidenziato la fragilità delle catene di approvvigionamento globali e la necessità di una maggiore autonomia in settori critici.

La Cina, da parte sua, ha avviato una strategia di “doppia circolazione” per ridurre la dipendenza dalle tecnologie straniere e promuovere l’innovazione domestica. Il governo cinese ha intensificato gli investimenti in ricerca e sviluppo e ha lanciato programmi ambiziosi come Made in China 2025 per raggiungere l’autosufficienza in settori chiave.

L’Europa e il progetto DARE

DARE EuroHPC JU

In questo contesto si inserisce il progetto DARE (Digital Autonomy with RISC-V in Europe), lanciato dall’EuroHPC Joint Undertaking, iniziativa tra Commisione europea, alcuni stati membri e aziende private per sviluppare sistemi di supercalcolo e intelligenza artificiale promuovendo un ecosistema europeo, raggiungendo un’autonomia nelle tecnologie strategiche.

Finanziato con 240 milioni di euro, DARE mira a sviluppare processori RISC-V per supercomputer di classe exascale e oltre. Il progetto prevede la creazione di tre chiplet: un acceleratore matematico vettoriale, un processore generico e un’unità di inferenza di nuova generazione. La scelta è ricaduta su RISC-V per via della sua natura open-source, che consente all’Europa di sviluppare tecnologie indipendenti e di controllare il proprio futuro tecnologico.

Su tutt’altro fronte, anche l’azienda tedesca Infineon ha annunciato il lancio di una nuova famiglia di microcontrollori automotive basati su RISC-V. Infineon è intenzionata a rendere RISC-V lo standard aperto per l’automotive, collaborando con partner software e di strumenti per creare un ecosistema completo. Questa iniziativa segna un passo importante per l’adozione di RISC-V nel settore automotive e conferma l’interesse crescente per questa architettura.

La Cina e la politica per RISC-V

Anche la Cina sta puntando su RISC-V per raggiungere l’indipendenza tecnologica. Secondo fonti di Reuters, il governo cinese sta per pubblicare una nuova politica per promuovere l’uso di chip RISC-V a livello nazionale. Questa politica mira a ridurre la dipendenza dalle tecnologie x86 e ARM, dominate da aziende straniere, sfruttando i punti di forza della Cina nella ricerca e sviluppo, nella forza lavoro qualificata e nei diversi scenari applicativi.

La politica, che potrebbe essere presentata entro marzo, viene redatta congiuntamente da otto enti governativi, tra cui l’Amministrazione per il Cyberspazio, il Ministero dell’Industria e dell’informatica, quello della Scienza e Tecnologia Ministry e dall’amministrazione cinese per la proprietà intellettuale.

L’architettura del chip Xuantie C930 basato su RISC-V

L’architettura del chip Xuantie C930 basato su RISC-V

Prima ancora della implementazione di questa politica, Alibaba aveva già recentemente lanciato il suo primo processore server-grade basato su RISC-V, il C930, progettato per applicazioni di high-performance computing. Il chipmaker Longsoon e Lenovo stanno invece sperimentando la tecnologia RISC-V su pc e server per infrastruture iperconvergenti e virtualizzate.

Sfide e opportunità per RISC-V

Nonostante il crescente interesse e gli investimenti, lo sviluppo e l’adozione di RISC-V presentano diverse sfide.

In primo luogo c’è una possibile frammentazione dell’ecosistema. La flessibilità di RISC-V, che consente diverse implementazioni ed estensioni, potrebbe portare alla frammentazione dell’ecosistema, con problemi di compatibilità e interoperabilità tra diverse implementazioni. Pur incoraggiando l’innovazione, la natura open-source di RISC-V pone sfide in termini di standardizzazione. Senza standard chiari per implementazioni, strumenti ed estensioni, potrebbero sorgere problemi di compatibilità che ostacolano l’adozione diffusa.

Ci sono poi preoccupazioni per la sicurezza. La minore diffusione della piattaforma fa sì che ci siano meno occhi a ispezionarne le vulnerabilità. Con l’aumento della diffusione di RISC-V, è fondamentale garantire solide funzionalità di sicurezza e protocolli per mitigare le vulnerabilità e proteggere dagli attacchi informatici.

Tuttavia, RISC-V offre anche importanti opportunità che non possono essere sottovalutate. RISC-V incoraggia la collaborazione e la condivisione delle conoscenze tra sviluppatori in tutto il mondo, accelerando i progressi tecnologici e promuovendo un ecosistema di innovazione più aperto rispetto alle architetture proprietarie. 

Le possibilità di personalizzazione dell’hardware offrono poi opportunità a startup e mercati di nicchia, promuovendo la concorrenza nel settore dei semiconduttori.

In tempi di crisi, ogni alternativa va esplorata

Le iniziative europee e cinesi per lo sviluppo di RISC-V segnano un momento di svolta nel panorama tecnologico globale. La crescente adozione di questa architettura open-source potrebbe portare a una maggiore competizione nel mercato dei semiconduttori e a una riduzione della dipendenza dalle tecnologie statunitensi.

Tuttavia, Cina ed Europa dovranno affrontare diverse sfide per raggiungere l’indipendenza tecnologica attraverso RISC-V. La frammentazione dell’ecosistema, la sicurezza e la maturità degli strumenti di sviluppo sono alcuni degli ostacoli da superare. Inoltre, le tensioni geopolitiche, in particolare tra Stati Uniti e Cina, potrebbero portare all’emergere di versioni divergenti di RISC-V a livello globale, influenzando lo sviluppo e l’adozione della tecnologia.

Nonostante le sfide, RISC-V rappresenta un’opportunità per Cina ed Europa di raggiungere una maggiore autonomia tecnologica e di promuovere un ecosistema di innovazione più aperto e collaborativo. Il successo di queste iniziative dipenderà dalla capacità di superare gli ostacoli e di costruire un ecosistema solido e competitivo.

Il futuro di RISC-V dipenderà dalla capacità della comunità globale di collaborare, innovare e affrontare le sfide che si presentano, ma il suo potenziale di trasformazione è innegabile.