Il nuovo CEO di Intel è Lip-Bu Tan, che aveva lasciato il board nel 2024

Intel ha annunciato la nomina di Lip-Bu Tan come nuovo CEO. L’ex amministratore delegato di Cadence, già membro del CDA di Intel, prende le redini dell’azienda in un momento critico, segnato da ingenti perdite dovute al business delle fonderie e da un 2024 da dimenticare. Tan sostituirà gli attuali co-CEO ad interim Michelle Johnston Holthaus e David Zinsner, riportando stabilità alla leadership dopo la brusca rimozione di Pat Gelsinger avvenuta tre mesi fa senza un chiaro piano di successione.
Tan vanta una lunga esperienza nel settore dei semiconduttori, avendo guidato Cadence per oltre un decennio e creato il fondo di venture capital Walden Capital. Ha inoltre ricoperto ruoli chiave nei consigli di amministrazione di aziende come Samba Nova, Habana Labs, Nuvia, Inphi, Annapurna Labs, HPE e SoftBank. Tuttavia, la sua precedente esperienza come membro del consiglio della cinese SMIC ha sollevato preoccupazioni tra alcuni membri del Congresso americano.
Presente nel CDA di Intel dal 2022, Tan si era dimesso nel 2024 poco dopo l’annuncio di un taglio del 15% della forza lavoro e di una riduzione delle spese operative e in conto capitale. Sebbene la sua uscita fosse ufficialmente motivata da ragioni personali, fonti mediatiche riportarono forti divergenze con Gelsinger sulla gestione del personale e sulla cultura aziendale, ritenuta troppo conservativa.
Nel suo primo comunicato ufficiale, Tan ha espresso entusiasmo per il nuovo incarico: “Sono onorato di entrare in Intel come CEO. Ho grande rispetto per questa azienda iconica e vedo importanti opportunità per trasformare il nostro business a beneficio dei clienti e degli azionisti.” Il mercato ha accolto positivamente la notizia, con il titolo Intel che ha guadagnato oltre l’11% nel trading after-hours, segnando una rara inversione di tendenza dopo il crollo di oltre il 50% registrato nel 2024.
Il compito che attende Tan è però tutt’altro che semplice. Nel 2024, Intel ha infatti registrato perdite per 18,8 miliardi di dollari, un dato a dir poco drammatico rispetto all’utile di 1,7 miliardi dell’anno precedente. I ricavi si sono inoltre attestati a 53,1 miliardi di dollari, in calo del 2% rispetto al 2023, segnando il peggior anno nella storia dell’azienda. La necessità di un cambiamento radicale è stata ribadita dallo stesso Tan in una lettera ai dipendenti: “Non possiamo dare nulla per scontato. Dobbiamo valutare i nostri progressi con regolarità e, laddove siamo indietro rispetto alla concorrenza, dobbiamo assumerci rischi calcolati per innovare e superare i limiti.”
Sebbene il nuovo CEO non abbia ancora delineato strategie specifiche per il futuro di Intel Foundry, il suo mandato sarà cruciale per ridefinire il ruolo dell’azienda in un settore sempre più competitivo.