L’ottava edizione del Data Privacy Benchmark Study di Cisco rivela un panorama complesso sulla privacy dei dati, evidenziando tendenze contrastanti nelle percezioni di sicurezza e nelle strategie aziendali. Dallo studio, condotto in 12 paesi su 2.600 professionisti della privacy e sicurezza, emerge che secondo il 90% delle organizzazioni italiane la conservazione locale dei dati sia intrinsecamente più sicura, mentre l’88% considera i provider globali come garanti di una migliore protezione. Questo paradosso riflette la complessità attuale della gestione della privacy, dove si cerca di bilanciare la percezione di sicurezza dello storage locale con le competenze avanzate dei fornitori internazionali.

Come sottolinea Renzo Ghizzoni, Country Leader Sales Security di Cisco Italia, “la spinta verso la localizzazione dei dati riflette il crescente orientamento al tema della sovranità dei dati”, ma al contempo “un’economia digitale globale si basa anche su flussi di dati transfrontalieri affidabili”.

Lo studio evidenzia anche come le normative sulla privacy rappresentino un valore aggiunto per le aziende, con l’84% degli intervistati italiani che ha registrato un impatto positivo dalla loro implementazione. Particolarmente significativo è il fatto che per il 97% delle imprese italiane i benefici della conformità superano nettamente i costi di investimento.

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Questo trend positivo è rafforzato dalla crescente consapevolezza dei consumatori. Secondo infatti il Cisco Consumer Privacy Survey 2024, il 62% dei consumatori italiani conosce le leggi sulla privacy del proprio paese e, tra questi, l’89% si sente più sicuro nella protezione dei propri dati rispetto al 43% di coloro che non conoscono le normative.

Con la diffusione dell’IA generativa (il 63% degli intervistati dichiara di avere molta dimestichezza con essa), emergono però preoccupazioni specifiche sulla protezione dei dati. Il 64% dei professionisti teme di condividere involontariamente informazioni sensibili, ma quasi la metà ammette di immettere dati personali o riservati negli strumenti di GenAI, evidenziando un gap preoccupante tra consapevolezza e comportamento.

Un dato impressionante è che il 99% degli intervistati italiani prevede di riallocare parte delle risorse destinate alla privacy verso iniziative di IA nel prossimo futuro. Questa tendenza è confermata anche dal report AI Readiness Index 2024 di Cisco, che indica come le allocazioni di budget IT dedicate all’IA potrebbero quasi raddoppiare nel prossimo anno.

Come evidenziato da Dev Stahlkopf, Chief Legal Officer di Cisco,la privacy e la corretta governance dei dati sono fondamentali per un approccio responsabile all’IA. Gli investimenti in materia di privacy costituiscono una base essenziale, che abilita una governance efficace dell’IA”.