Tutte le novità di Adobe tra PDF, montaggio video e piattaforma XD

adobe
Tanti gli aggiornamenti in casa Adobe tra Adobe Document Cloud, integrazione con Office 365, Adobe XD, Project Rush, Lightroom e Spark Post per Android.

Adobe ha annunciato nuovi aggiornamenti delle app e dei servizi di Adobe Document Cloud, in particolare nuove funzionalità per Adobe Sign e sempre più profonde integrazioni con Microsoft Office 365, per consentire alle persone di lavorare in modo più intelligente e veloce e di aiutare le aziende nel loro processo di trasformazione digitale.

Adobe Sign, il servizio per la firma elettronica utilizzato dalla maggior parte delle aziende della lista Fortune 100, è ora più integrato con Microsoft Dynamics, offrendo un accesso in tempo reale ai dettagli di contatto dei clienti e automatizzando alcuni processi di vendita. Adobe Sign diventa anche il primo Cloud Service Provider del settore a ricevere l’autorizzazione FedRAMP Tailored in quanto conforme agli standard di sicurezza del Governo americano, rendendo quindi Adobe Document Cloud facilmente implementabile all’interno delle agenzie federali americane.

Con le nuove integrazioni del formato PDF, inoltre, tutti gli utenti di Microsoft Office 365 con un abbonamento ad Adobe Acrobat DC Teams ed Enterprise hanno la possibilità di creare, modificare e visualizzare PDF direttamente dalla barra degli strumenti nelle versioni online di Microsoft Word, Microsoft Excel, Microsoft PowerPoint, Microsoft OneDrive e Microsoft SharePoint.

“Con Adobe Document Cloud è possibile migliorare la gestione dei documenti, ottimizzando i processi e migliorandone così l’efficienza, che si tratti del processo di inserimento di un nuovo dipendente, dell’ingresso di un cliente o della chiusura di un contratto strategico con un partner” ha affermato Ashley Still, vicepresidente e direttore generale Digital Media di Adobe.

Le integrazioni PDF rilasciate oggi sono un’estensione della partnership annunciata per la prima volta da Adobe e Microsoft lo scorso settembre, quando le due società hanno integrato Adobe Sign all’interno di Microsoft Office 365 e Microsoft Dynamics 365. Adobe Sign sarà inoltre disponibile su Azure negli Stati Uniti nelle prossime settimane e a seguire nelle altre aree geografiche.

adobe

Adobe ha inoltre presentato aggiornamenti significativi delle sue soluzioni per la creatività e per la gestione dei documenti tra cui un’anticipazione di Project Rush, una versione beta pubblica di Adobe Spark Post per Android, nuove funzionalità per l’ecosistema Lightroom CC e Lightroom Classic e l’aggiornamento di giugno di Adobe XD.

Project Rush

Disponibile in versione definitiva entro fine anno, Project Rush è la prima app integrata multi-piattaforma per il video editing che semplifica la creazione e la condivisione di contenuti online. Questa soluzione, che fa leva sulle app di Adobe Creative Cloud come Premiere Pro e After Effects, offre un’esperienza utente intuitiva. Integrata per desktop e mobile e sincronizza automaticamente tutti i progetti su cloud, permettendo di lavorare ovunque e su qualsiasi dispositivo.

Lightroom CC ecosystem e Lightroom Classic

Lightroom CC è ora in grado di sincronizzare sia i preset, sia i profili, inclusi preset personalizzati, preset e profili di terze parti tra Lightroom CC per Windows, Macintosh, iOS, Android, ChromeOS, così come sul web. Ciò consente agli utenti di accedere a qualsiasi preimpostazione creata o acquisita su qualsiasi dispositivo, consentendo di modificare le foto davvero ovunque. Questo aggiornamento include inoltre nuove funzionalità sia per in versione desktop per Windows e per Mac sia in versione mobile per iOS e Android, due nuove Technology Preview e un aggiornamento a Lightroom Classic.

Adobe Spark Post per Android

Prima disponibile solo per iOS e per il web, Adobe ha presentato la prima beta pubblica di Spark Post per Android, l’app che consente a tutti di creare grafiche di alta qualità in qualsiasi momento e per qualsiasi occasione.

Adobe XD

Dopo il lancio dell’XD CC Starter Plan gratuito, Adobe sta aggiornando la piattaforma XD con Overlays e Fixed Elements. Condivisione privata per una maggiore sicurezza durante la visualizzazione, interazione e collaborazione su prototipi e specifiche di progettazione sono alcune delle nuove funzionalità integrate, insieme a una nuova funzione di calcolo matematico e il perfezionamento di alcune funzionalità per la progettazione, come il ritaglio e il posizionamento per le immagini trascinate dal desktop per riempire le forme.

Aziende:
Adobe
Condividi:
 

Costo del software senza licenza sempre più caro per le PMI italiane

software pirata
Secondo Business Software Alliance i costi per le PMI italiane scoperte a utilizzare software privi di licenza sono aumentati del 37% rispetto al 2016 e hanno raggiunto gli 1,3 milioni di euro nel 2017.

Business Software Alliance (BSA) ha rivelato che nel 2017 l’utilizzo di software senza licenza è costato alle PMI italiane oltre 1,3 milioni di euro, a causa del risarcimento dei danni per violazione del diritto d’autore e dei costi di legalizzazione. Questa cifra include sia gli accordi transattivi, sia il costo dell’acquisto di nuovi software per soddisfare le prescrizioni.

Il costo totale per le piccole e medie imprese ha registrato una crescita anno su anno del 37%, passando da oltre 950.000 euro nel 2016 a più di 1,3 milioni di euro nel 2017, a seguito dell’incrementato enforcement da parte di BSA. Lo scorso anno le PMI che sono state scoperte ad utilizzare software senza licenza hanno pagato in media 56.700 euro, una cifra importante per aziende di piccoli dimensioni che solitamente hanno budget ridotti.

La diffusione dei software privi di licenza riguarda tutti i settori ma i principali trasgressori del 2017 sono state le aziende IT, le società di vendita e le imprese manifatturiere, seguite da vicino dalle aziende grafiche, pubblicitarie e dagli studi di architettura.

I costi indicati si riferiscono esclusivamente alle cifre pagate dalle PMI in seguito alle azioni legali condotte da BSA. Il costo reale è significativamente più elevato, in quanto potrebbe comprendere i costi legali e altre spese indirette, come la gestione dell’operatività del business, il danno reputazionale e l’impatto economico dell’acquisto inatteso di software. Inoltre, installando software illegali provenienti da fonti sconosciute, le aziende potrebbero aumentare il rischio di diventare vittime di attacchi informatici; un’indagine condotta da BSA e IDC ha infatti rivelato una correlazione diretta tra l’utilizzo di software privi di licenza e le infezioni malware.

“Ogni anno l’utilizzo di software senza licenza costa sempre di più alle piccole e medie imprese, nel loro complesso. Un numero ancora alto di aziende quindi continua a ignorare i diritti d’autore, non pensando alle conseguenze economiche delle loro azioni” ha commentato Simona Lavagnini, consulente legale di BSA per l’Italia e avvocato presso LGV Avvocati. “L’aumento del costo totale pagato dalle aziende italiane nel 2017 rispetto all’anno precedente è il risultato dell’intensificazione della campagna di enforcement condotta da BSA. Nel 2018 siamo intenzionati a incrementare ulteriormente il nostro impegno in questa attività, specialmente in considerazione dell’elevato tasso di positività delle azioni svolte e degli ottimi risultati raggiunti”.

“Il corretto utilizzo del software all’interno di un’organizzazione è senza dubbio un grosso vantaggio sia in termini di sicurezza che di ottimizzazione dei costi. Spesso, l’utilizzo di software privi di licenza non è il frutto di azioni deliberate di pirateria ma di una gestione non responsabile dei software. Applicare pratiche costanti di Software Asset Management (SAM) può portare enormi benefici. Conoscere il proprio parco software e hardware può portare a risparmi economici, fornire importanti indicazioni per l’ottimizzazione della dotazione tecnologica e guidare nella scelta di possibili aggiornamenti e investimenti futuri. C’è comunque una sempre maggiore attenzione da parte delle PMI italiane nell’implementare processi interni di Software Asset Management e quindi una significativa consapevolezza dell’importanza di una corretta adozione delle tecnologie e della loro costante gestione come qualunque altro asset aziendale di valore” ha sottolineato Paolo Valcher, Chairman BSA Italia.

Questo trend in crescita si riflette, inoltre, nel numero di segnalazioni ricevute negli ultimi anni da BSA da parte di informatori, spesso impiegati scontenti. Infatti, nel 2017, solamente in Italia BSA ha ricevuto 444 segnalazioni, mentre nel 2016 ne aveva registrate 322. Il 2018 ha visto un ulteriore incremento, con oltre 400 segnalazioni attualmente ricevute.

Secondo una recente indagine condotta da BSA, più di un terzo dei lavoratori italiani (35%) si dice disposto a segnalare pratiche informatiche illegali o non etiche, quali l’utilizzo di software privo di licenza. Questo dato (in linea con la media europea pari al 34%) evidenzia un atteggiamento positivo in Italia e dovrebbe costituire un segnale, anche per i proprietari delle piccole imprese. BSA invita le aziende ad assicurarsi che a tutti i dipendenti siano fornite corrette regole di comportamento e che i propri uffici siano liberi da software illeciti.

Condividi: