Tutto il potere (della Business Intelligence) ai lavoratori!

Tutto il potere (della Business Intelligence) ai lavoratori!
I dati aziendali sono custoditi da analisti e data scientist che sanno estrarre valore da essi, con un lento procedimento manuale. Due aziende vogliono usare l'intelligenza artificiale per semplificare l'accesso da parte delle linee di business.

Le aziende hanno capito che nei dati che possiedono risiede un enorme valore e stanno provvedendo a unificarli e organizzarli, ma si trovano di fronte a un problema di natura squisitamente umana: al mondo, ci sono un miliardo e mezzo di utenti aziendali dei sistemi informativi nelle linee di business, ma solo un milione e mezzo di analisti IT in grado di tradurre le loro richieste di informazioni in query o analisi sui dati strutturati e non strutturati.

I primi sanno quali sono le domande da fare, hanno le informazioni di contesto sul business ma sanno usare Excel e, quando va bene, Tableau. I secondi sanno come modellare e preparare i dati, conoscono R e Python e sanno come costruire una query. Il rapporto tra i due è uno su mille, ed è evidente che questo gap causa un collo di bottiglia che è necessario allargare.

Abbiamo di recente incontrato due startup americane che, attorno a questo problema, hanno costruito soluzioni basate sull’intelligenza artificiale e mirate a velocizzare il lavoro degli analisti in modo esponenziale l’una, e rendere accessibili i dati anche a persone non esperte di database l’altra. Ecco cosa ci hanno raccontato.

Promethium: velocizzare l’estrazione di valore dai dati

promethium-logoCome Prometeo rubò il fuoco agli dei per donarlo agli uomini, Promethium si propone di portare la luce della conoscenza insita nei dati aziendali agli utenti di business che possono trarne vantaggio (Promethium in inglese è l’elemento chimico Promezio, il cui nome è sua volta ispirato dal mitologico titano Prometeo).

Uno dei mantra della Business Intelligence Analytics negli ultimi anni è stato “comincia ad accumulare dati, che prima o poi sfrutterai per qualcosa di utile”.

Kaycee Lai, CEO di Promethium.

Kaycee Lai, CEO di Promethium.

Secondo Kaycee Lai, CEO di Promethium, invece, “Le aziende non vogliono più solo accumulare dati, vogliono avere risposte, velocemente. Non è questo, in fondo, l’obiettivo della Business Intelligence?”.

Tra il dato e la risposta, però, ci sono diversi livelli di difficoltà che limitano il numero di richieste del business che gli analisti possono esaudire in un certo tempo.

  1. I dati devono essere scovati nei diversi database e data lake, e catalogati in modo che siano utilizzabili (aggiunta di meta-dati), compito particolarmente difficile per le fonti di dati non strutturati.
  2. Rispondere alle richieste richiede molto sforzo manuale dopo la fase di discovery.
  3. Le query su più fonti dati sono molto difficili.
  4. La necessità di governance dei dati complicano le possibilità di analisi.

promethium-bi-processPuò capitare che solo nella fase finale del processo si scopra che un errore o una formattazione non corretta dei dati hanno pregiudicato l’analisi, e bisogna ricominciare daccapo. Esaudire una richiesta complessa può impiegare mesi. L’obiettivo di Promethium è ridurre questo tempo a poche ore o minuti (“vogliamo passare da 4 richieste esaudite all’anno, a 4.000”, nelle parole di Lai).

La risposta di Promethium a questi problemi è rappresentata dal Data Navigation System (DNS), un servizio che eroga direttamente come Software as a Service ma che può essere anche installato nel cloud privato del cliente o anche on-premises e che supporta numerose fonti dati: Oracle, MS SQL, MySQL, Cloudera, Teradata, Hortonworks, Snowflake, AWS Aurora e AWS Athena.

Ecco come le diverse componenti di DNS funzionano nelle varie fasi dell’analisi.

Esplorazione dei dati

L’esplorazione dei dati disponibili viene fatta attraverso Smart Bot, che fornisce connessioni API per i data base, data lake e fonti dati vari, oltre a strumenti per la gestione dei metadati. Smart Explorer fornisce poi la possibilità di fare ricerche basate su keyword su tutte queste fonti dati, permettendo di cercare su valori e metadati e associando i termini di ricerca alle domande a cui questi possono rispondere.

Modellazione dei dati

NLP Question Builder è un metodo per tradurre una richiesta fatta in linguaggio naturale in un modello di dati mappato sulle fonti effettive, proponendo i dati più rilevanti da considerare nel costruire un modello logico che assista l’utente.

Data Map Builder fornisce una rappresentazione dinamica dei dati necessari a completare la richiesta, fornendo un diagramma di relazioni tra diverse tabelle e database.

Directions genera istruzioni passo passo per assemblare i dati richiesti alla query.

Costruzione delle query SQL

SQL AI converte l’output di Directions in un’espressione SQL, che può essere usata direttamente o modificata e che si può integrare con strumenti di Business Intelligence di terze parti, come Tableau. Attraverso la virtualizzazione e la simulazione, le query SQL possono essere applicate anche a dati non strutturati.

Virtualizzazione dei dati

Kaleidoscope crea una vista virtuale dell’espressione SQL e utilizza Apache Presto per ottimizzare le prestazioni e la scalabilità dell’effettiva aggregazione ed elaborazione dei dati.

Governance dei dati

Il modulo Guardian sovraintende sulla governance su tutte le fonti dati, restringendo la visibilità ai soli dati necessari alla query, evidenziando eventuali duplicazioni o problemi nella fase di discovery.

promethium-esempio

Dal sito di Promethium è possibile richiedere una dimostrazione o un periodo di prova gratuita del servizio.

Al momento la soluzione di Promethium non è pensata per consentire accesso diretto da parte degli utenti aziendali generici, ma per consentire ad analisti e db manager di rispondere alle richieste delle funzioni di business in modo più veloce, completo e sicuro. E non è certo poco.

Bouquet.ai: vuoi chattare col tuo database?

bouquet.aiTradurre domande espresse in linguaggio naturale in query SQL da lanciare sui database aziendali è invece l’obiettivo di Aristotle, servizio chatbot di Bouquet.ai, startup californiana ma nata a Parigi. Aristotle, che è disponibile come app su Slack ma dispone di API e connettori per interfacciarsi anche con Microsoft Teams, Skype, Facebook Messenger, servizi web e persino SMS (utile laddove non ci sia copertura internet). Aristotle interpreta i messaggi che gli utenti finali gli inviano e li traduce in query da inviare a diverse fonti dati (l’azienda dichiara di supportarne più di 100).

Un esempio di query eseguita in linguaggio naturale su Slack e della risposta di Aristotle.

Un esempio di query eseguita in linguaggio naturale su Slack e della risposta di Aristotle.

Ricevuti i dati risultanti dalla query, l’app li traduce in un messaggio di risposta che può contenere menu e selettori per approfondire il livello di dettaglio. Si va da “chi è il nostro contatto nell’azienda Acme?” a “qual è stata la scontistica media nell’ultimo trimestre?”. Il risultato può essere poi analizzato per regione, linea di prodotto, agente e ogni altro dettaglio disponibile nei database.

Gli esempi di utilizzo vanno dal rappresentante sul campo che può richiedere la disponibilità di un prodotto dal cellulare o i ricavi generati dal cliente che sta per visitare, ai manager che possono ottenere risposte immediate durante un meeting, all’assistenza ai clienti o partner, che possono ottenere risposte a domande complesse senza bisogno di far intervenire un operatore.

Adrien Schmidt, CEO di,Aristotle

Adrien Schmidt, CEO di,Aristotle

Il chatbot può essere addestrato per imparare sinonimi o un gergo aziendale specifico (ogni azienda ne ha uno…), e permette di impostare diversi livelli di accesso ai dati in base all’utente. Il database deve essere accessibile dall’esterno attraverso API o Jdbc, e viene direttamente supportato Salesforce.

Come detto, l’app Aristotle è disponibile sul marketplace di Slack, ed è anche possibile fare una demo live con l’interfaccia web disponibile sul sito di Bouquet.ai.

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SAP TechEd: l’impresa intelligente sa ascoltare l’esperienza delle persone

SAP TechEd: l’impresa intelligente sa ascoltare l’esperienza delle persone
Disponibili entro fine anno tutti i SAP HANA Cloud Services, per permettere alle aziende di mettere insieme i dati operativi e quelli esperienziali con l'agilità del cloud

BARCELLONA – Nell’aprire l’edizione 2019 del SAP TechEd EMEA, in corso a Barcellona, SAP ha voluto mettere in risalto l’importanza delle emozioni e dell’esperienza vissuta dalle persone, facendo salire sul palco Bella Rae, studentessa e sviluppatrice diciassettenne che ha svolto un progetto sperimentale per permettere ai consulenti scolastici di identificare gli studenti che sono più a rischio di cadere in depressione. Bella ha digitalizzato e mappato una serie di indicatori (espressione facciale, tono della voce), analizzandoli poi sulla piattaforma cloud di SAP.

Juergen Mueller e Bella Rae sul palco del TechEd 2019 a Barcellona.

Juergen Mueller e Bella Rae sul palco del TechEd 2019 a Barcellona.

Da tempo la multinazionale del software sottolinea la necessità di integrare i dati sull’esperienza vissuta dai clienti, dai dipendenti e dai partner con i dati operativi provenienti dal business. L’impresa davvero intelligente, insomma, deve essere anche empatica. Deve comprendere cosa provano le persone con cui ha a che fare. Ne abbiamo parlato in questo articolo, che delinea la strategia di SAP nell’experience management in seguito dell’acquisizione di Qualtrics.

Juergen Mueller, CTO ed Executive Board Member di SAP

Juergen Mueller, CTO ed Executive Board Member di SAP

Juergen Mueller, per la prima volta sul palco del TechEd in qualità di CTO ed Executive Board Member di SAP, porta un altro esempio: “L’89 percento delle persone ritiene che gli impiegati che cambiano lavoro lo fa per guadagnare di più. In realtà, quella è la motivazione solo per il 12 percento di loro. La differenza tra i due numeri, è il “gap esperienziale”: una informazione mancante che può essere utile alla funzione HR per mettere in atto misure che limitino il turnover dei dipendenti, un fenomeno che costa 11 miliardi di dollari l’anno, secondo uno studio del 2013”.

Ma avere indicazioni sull’esperienza vissuta dalle persone è fondamentale anche con i clienti. “È sul fronte dell’esperienza utente che i prodotti diventano ossessioni, i dipendenti ambasciatori dell’azienda, e il brand diventa una religione”, dice Mueller.

La ricetta di SAP prevede quindi di integrare end-to-end tutti i principali workflow aziendali (design to operate, workforce management, source to pay, lead to cash) in modo da poter valutare l’effetto dell’uno sull’altro, e capire dove intervenire simulando gli effetti che i cambiamenti avranno su tutta l’azienda. Il tutto è strutturato in tre “anelli” interconnessi: da un lato, i dati operativi strutturati dei sistemi interni (ERP, CRM, HR eccetera) mostrano cosa sta succedendo; dall’altro, i dati esperienziali danno indicazinoi sul perché sta accadendo. Nel mezzo, la parte di intelligenza, fatta di gestione dei dati, analytics, integrazione tra i diversi moduli e i prodotti di terze parti e tecnologie intelligenti. Il tutto, possibilmente erogato con il più grande abilitatore che il business abbia visto da molti anni, il cloud, che occupa una posizione centrale negli annunci di questi giorni.

SAP HANA Cloud Services

Sotto il nome SAP HANA Cloud Services sono ora raccolti tre servizi interconnessi che permettono di archiviare, elaborare e gestire in cloud i grandi volumi di dati generati dalle aziende: SAP Data Warehouse Cloud, SAP HANA Cloud e SAP Analytics Cloud. Vediamoli in dettaglio.

Sap-HANA-Cloud-Services

SAP Data Warehouse Cloud offre una soluzione self-service per integrare tutti i dati su una piattaforma comune e renderli disponibili alle specifiche linee di business, evitando investimenti up-front di infrastruttura. Secondo Andreas Foerger, manager del team Analytics e Reporting di Randstad Germania, uno dei 2.000 clienti che ha aderito al programma beta, le possibilità di virtualizzare i dati e di creare uno strato semantico permettono di avere una base dati coerente, senza ridondanze e strutturata su cui costruire applicazioni utili al business. La Data Warehouse Cloud di SAP può essere usata autonomamente oppure come estensione a infrastrutture del cliente preesistenti SAP BW/4HANA o SAP HANA, sarà disponibile al pubblico entro la fine dell’anno ma è già possibile preregistrarsi qui per un test gratuito.

L’annuncio più importante è forse quello relativo alla disponibilità in questo trimestre di SAP HANA Cloud, implementazione costruita nativamente per il cloud e che offre un accesso virtuale e interattivo unico a tutte le fonti di dati, con un motore di interrogazione scalabile che disaccoppia l’utilizzo dei dati dalla loro gestione. L’accoglienza del pubblico è stata forse più tiepida del dovuto, in parte perché si tratta di soluzioni già preannunciate e in fase di test presso diversi clienti, ma probabilmente anche perché non si sono comprese pienamente le potenzialità della novità. Non si tratta di una semplice disponibilità di HANA su infrastrutture cloud, cosa possibile già da tempo, ma di una piattaforma offerta come servizio gestito da SAP, che unifica tutte le fonti dati in un ambiente comune su cui è possibile eseguire applicazioni cloud native. Anche SAP HANA Cloud può essere usato in modalità stand-alone, in modalità subscription o pay-as-you-go, oppure come estensione degli ambienti on-premises dei clienti.

Terzo pilastro dei SAP HANA Cloud Services è la SAP Analytics Cloud, annunciata nell’edizione americana del TechEd e che introduce funzionalità di enterprise planning direttamente nella parte di analytics. Questo permette ai manager di passare direttamente dall’evidenza di un dato su cui intervenire, alle misure da implementare per provvedere, utilizzando anche wizard che automatizzano i tipici compiti di pianificazione, oppure degli strumenti per creare diverse versioni di forecast in base alle variabili note e previste. Il tutto da un’unica posizione, e senza dover creare diversi versioni delle simulazioni. Tornando al tema del turnover dei dipendenti, SAP Analytics Cloud sarà in futuro integrato in SAP SuccessFactors (oltre a SAP S/4HANA) offrendo alle aziende la possibilità di comprendere meglio i movimenti nella forza lavoro e prendere decisioni organizzative appropriate per fidelizzarli e massimizzarne il potenziale.

SAP prevede di rilasciare la versione embedded di SAP Analytics Cloud come servizio sotto i termini del SAP Cloud Platform Enterprise Agreement, così gli sviluppatori potranno facilmente accedervi nelle loro applicazioni attraverso la connessione con SAP HANA.

Gli altri annunci del TechEd 2019

Continua l’integrazione di SAP con i sistemi informativi dei diversi paesi, in particolare con Germania, Corea del Sud e Spagna (che sta lanciando la fattura elettronica, in Italia integrata attraverso la SAP eDocument Solution).

Entro dicembre sarà diffusa la versione beta di SAP BusinessObjects BI 4.3, rivolta ai clienti che utilizzano soluzioni on-premises ma che offre la possibilità di integrazione più profonda con la SAP Analytics Cloud.

SAP Spotlight è uno strumento che permette di analizzare il comportamento degli utenti SAP, con l’obiettivo di migliorare l’usabilità e l’esperienza d’uso, ottenere informazioni per l’ottimizzazione dei processi e anche individuare quelle operazioni che più possono trarre vantaggio dall’automazione robotica dei processi (RPA, altro tema caldo durante l’evento).

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SAP Custodian, che offre gestione e controllo sui dati presenti nel cloud, è oradisponibile anche  sugli Amazon Web Services.

A proposito di AWS, durante l’evento il Vice President di Amazon EC2 Dave Brown, ha anche annunciato la disponibilità di istanze EC2 High Memory da 18 e 24 TB di memoria ottimizzate per l’utilizzo con installazioni particolarmente vaste di SAP HANA (il limite precedente era 12 TB su singola istanza).

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