L’Antitrust italiana apre un’istruttoria contro Google: poca chiarezza sui consensi degli utenti

alphabet licenzia
Secondo l’Autorità, Google utilizzerebbe tecniche e modalità di presentazione della richiesta di consensi che potrebbero condizionare la libertà di scelta degli utenti.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un procedimento istruttorio nei confronti di Google e della sua capogruppo Alphabet in merito all’invio agli utenti della richiesta di consensi al “collegamento” dei servizi offerti.

Questa richiesta sembrerebbe infatti non fornire informazioni rilevanti (o le fornirebbe lacunose e imprecise) riguardo al reale effetto che il consenso produce sull’uso da parte di Google dei dati personali degli utenti. Stesse criticità esisterebbero sia riguardo alla varietà e alla quantità di servizi Google, rispetto ai quali può aver luogo un uso “combinato” e “incrociato” dei dati personali, sia riguardo alla possibilità di modulare (e quindi anche limitare) i consensi degli utenti solo ad alcuni servizi.

Google consensi utenti

Secondo l’Autorità, inoltre, Google utilizzerebbe tecniche e modalità di presentazione della richiesta di consenso, e anche di costruzione dei meccanismi di raccolta del consenso stesso, che potrebbero condizionare la libertà di scelta del consumatore medio. Il cliente sarebbe infatti indotto ad assumere una decisione commerciale che non avrebbe altrimenti adottato, acconsentendo all’uso combinato e incrociato dei propri dati personali tra la pluralità dei servizi offerti.

Un portavoce di Google fa sapere che la società analizzerà “i dettagli di questo caso e collaboreremo con l’autorità”.

Ricordiamo che il mese scorso la stessa Autorità ha inflitto una multa di 3,5 milioni di euro a Meta Platforms Ireland Ltd. e a Meta Platforms Inc. per due pratiche commerciali ingannevoli riguardo alla creazione e alla gestione degli account di Facebook e Instagram.

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Meta vuole acquisire il 5% di EssilorLuxottica. Ma alcune funzionalità AI dei Ray Ban non arriveranno in EU

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Meta ha deciso di posticipare a tempo indeterminato il lancio in Europa del suo modello di IA multimodale per gli occhiali smart Ray-Ban prodotti da Luxottica. 

Secondo quanto riportato dal The Wall Street Journal, Meta è in trattativa per acquisire una quota di circa il 5% di EssilorLuxottica, già suo partner per la produzione degli occhiali smart Ray-Ban. La partecipazione nella più grande azienda di occhiali del mondo potrebbe valere 4,33 miliardi di euro sulla base dell’ultimo valore di mercato di 86,50 miliardi di euro.

Il potenziale accordo potrebbe incrementare la presenza di Meta nel mercato dei gadget tech basato su realtà aumentata e mista e, non a caso, le azioni di EssilorLuxottica quotate a Parigi sono salite del 3% dopo la notizia, mentre Meta ha guadagnato l’1,2%.

I Ray-Ban Meta, lanciati per la prima volta nel 2021, sono stati una parte importante del portafoglio di prodotti consumer di Meta e la seconda versione lanciata lo scorso ottobre ha venduto in pochi mesi più di quanto la precedente abbia fatto in due anni (un modello di terza generazione è atteso nel 2025).

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Il modello di seconda generazione è stato ben accolto sul mercato grazie all’integrazione dell’assistente Meta AI e alla capacità di trasmettere in livestreaming ciò che l’utente sta vedendo direttamente su Facebook e Instagram. Purtroppo, Meta ha deciso di posticipare a tempo indeterminato il lancio del suo modello di IA multimodale per i Ray-Ban in Europa.

Il nodo della questione riguarda essenzialmente il GDPR e risiede nella mancanza di chiarezza nelle regolamentazioni europee riguardanti lo scambio di dati e l’addestramento dei modelli di IA. Meta vorrebbe infatti utilizzare i dati pubblici condivisi dagli utenti su piattaforme come Facebook e Instagram per addestrare il suo modello, ritenendo che questo sia essenziale per offrire un servizio accurato e culturalmente rilevante. Tuttavia, l’Unione Europea richiede un consenso esplicito degli utenti per l’utilizzo dei loro dati nell’addestramento dell’IA, anche se questi sono stati condivisi pubblicamente.

Di conseguenza, Meta si limiterà a rilasciare solo la versione testuale di LLama 3 in Europa, rinunciando per ora alle funzionalità multimodali più avanzate. Questa decisione potrebbe ritardare significativamente l’introduzione di funzionalità IA innovative nei dispositivi Meta nel mercato europeo.

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