Qualcomm ha avviato un’azione legale globale contro Arm, accusandola presso la Commissione Europea, la Federal Trade Commission degli Stati Uniti e la Korea Fair Trade Commission di pratiche anticoncorrenziali. Questo scontro segna una svolta significativa nel rapporto tra due dei principali attori dell’industria dei semiconduttori e potrebbe avere ripercussioni su miliardi di dispositivi, dalle piattaforme mobili ai data center, incidendo profondamente sul futuro della proprietà intellettuale nel settore.

Il conflitto nasce dal cambiamento di strategia di Arm, che sta passando da un modello di licenza aperta, che permetteva a produttori come Qualcomm, Apple e MediaTek di sviluppare processori personalizzati basati sulle architetture Arm, a un approccio più restrittivo, voluto dal CEO Rene Haas e orientato verso la produzione diretta di chip. Qualcomm sostiene che questa mossa limiti la concorrenza e alteri il mercato dei semiconduttori, che per oltre due decenni ha fatto affidamento sulla tecnologia Arm.

Più precisamente, Qualcomm accusa Arm di voler diventare un concorrente diretto nel settore dei chip, minando l’ecosistema competitivo che essa stessa aveva contribuito a costruire. Inoltre, secondo Qualcomm Arm sta “nascondendo” tecnologie fondamentali che dovrebbero essere fornite secondo gli accordi di licenza esistenti.

Qualcomm ARM

Arm ha respinto le accuse di Qualcomm, dichiarando di essere impegnata a promuovere l’innovazione e la concorrenza nel rispetto dei diritti contrattuali. Secondo l’azienda, che dal 2016 è di proprietà di SoftBank Group, le affermazioni di Qualcomm non sarebbero altro che un tentativo di deviare l’attenzione dai meriti della disputa commerciale in corso. Qualcomm, dal canto suo, non ha rilasciato commenti ufficiali oltre alle denunce depositate.

L’oggetto principale del contendere riguarda l’architettura di set di istruzioni di Arm, ovvero il codice fondamentale che permette ai software di comunicare con i processori. La battaglia legale potrebbe avere implicazioni di vasta portata, mettendo in discussione addirittura i meccanismi di gestione della proprietà intellettuale nel settore dei semiconduttori, mai così in fibrillazione come in questo periodo considerando la sua importanza fondamentale in ambiti come smartphone, IA, data center ed enterprise.

Non è la prima volta tra l’altro che Qualcomm e Arm hanno a che fare con controversie regolamentari. La prima ha affrontato indagini e sanzioni per le proprie pratiche di licenza pur ottenendo vittorie significative, tra cui un appello vinto contro la FTC degli Stati Uniti. Arm, invece, sta cercando di rafforzare la propria posizione dopo il fallito tentativo di acquisizione da parte di Nvidia nel 2022 e la successiva quotazione in borsa.

(Immagine di apertura: Shutterstock)