Le priorità dei CIO per il 2025 per IDC: bilanciare l’IA con la compliance normativa ed etica

In un contesto in cui la tecnologia sta ridefinendo le strategie aziendali e influenzando le dinamiche socioeconomiche globali, il ruolo del CIO assume una posizione chiave per guidare le organizzazioni tra le sfide e le opportunità emergenti. Secondo i più recenti studi di IDC, la crescente complessità normativa e la necessità di una governance efficace dell’IA saranno elementi centrali per i CIO nei prossimi mesi.
Uno degli aspetti più critici riguarda l’evoluzione del quadro normativo e di conformità, con un impatto significativo sull’innovazione tecnologica. Nel 2025, il 50% delle grandi aziende faticherà a mantenere il passo con le normative in continua evoluzione, ostacolando la capacità di promuovere avanzamenti tecnologici. Al contempo, la maggior parte delle organizzazioni formalizzerà politiche di gestione dei rischi legati all’IA, garantendo un allineamento tra governance e obiettivi aziendali. Questi sviluppi sottolineano la necessità per i CIO di bilanciare l’innovazione con le considerazioni etiche e normative.
Le imprese che operano in più giurisdizioni dovranno affrontare un panorama normativo sempre più frammentato e complesso. Se in passato il GDPR si concentrava sulla privacy digitale, oggi le regolamentazioni si estendono a un ambito più ampio, includendo IA, economia digitale, ESG e sicurezza dei dati. La rapidità dello sviluppo normativo e le differenze tra le giurisdizioni porranno sfide crescenti, specialmente per le aziende prive di competenze legali specializzate a livello internazionale.
Secondo IDC, nel 2025 l’85% delle aziende istituirà meccanismi di governance per affrontare rischi etici, reputazionali e legati ai dati personali. Una governance unificata dell’IA implica l’integrazione di politiche, pratiche e gestione della conformità in tutte le aree aziendali. Oltre all’IT, saranno coinvolti i responsabili di divisione, il risk management, il settore legale e le risorse umane.
Le imprese digitalmente native stanno trainando gli investimenti in IA, destinando fino a un terzo delle risorse a modelli di dati proprietari e di terze parti. Tuttavia, il rischio di bias nei dati e la mancanza di chiarezza normativa possono compromettere i risultati aziendali. Un approccio solido alla governance non solo mitiga i rischi, ma consente di ottenere vantaggi competitivi sostenibili, rafforzando la fiducia dei clienti e degli stakeholder.
Un ulteriore ostacolo alla trasformazione digitale è rappresentato dal debito tecnologico. Sistemi legacy, architetture obsolete e limitazioni nei dati rallentano la capacità di innovare e scalare le operazioni, ma nel 2025 il 40% dei CIO guiderà iniziative aziendali per ridurre il debito tecnologico in ambito IA e trasformarlo in un vantaggio competitivo. Per riuscirci, si adotteranno metodologie avanzate come modelli cloud flessibili, soluzioni “as-a-service” e piattaforme low-code/no-code, strumenti che migliorano l’agilità operativa e riducono la complessità evitando che le decisioni tecnologiche di oggi diventino ostacoli per il futuro.