Finix, ecco l’erede di Fujitsu Italia: “Priorità ricreare il legame con partner e clienti”

Finix Technology Solutions Pierfilippo Roggero CEO
Parla Pierfilippo Roggero, già AD fino al 2011 e nominato CEO dalla nuova proprietà tedesca: “Nè distributore, nè system integrator, nè service provider: saremo un hub di competenze tecnologiche”

Lo scorso marzo il colosso giapponese Fujitsu aveva annunciato la chiusura della filiale italiana Fujitsu Technology Solutions SpA, ma dopo mesi di grande incertezza sull’occupazione dei dipendenti e sul supporto di soluzioni e clienti, la vicenda si è risolta poche settimane fa con l’acquisizione della filiale da parte della società privata di investimento tedesca Livia Corporate Development (Livia Group).

La nuova proprietà ha ribattezzato la società Finix Technology Solutions, e ha insediato nel ruolo di CEO Pierfilippo Roggero, già Amministratore Delegato e Presidente di FTS Italia e Senior VP South Western Europe di Fujitsu dal 2000 al 2011. Una scelta con il chiaro obiettivo di dare alla rete di partner e ai clienti italiani un forte segnale di garanzia e impegno sul lungo periodo, che Roggero e il suo staff stanno spiegando in una serie di incontri in corso con partner e clienti.

Una fondamentale priorità per il nuovo CEO è stata di definire un modello di business inedito per Finix: “Non aveva senso fare il distributore o il system integrator di tecnologie Fujitsu, e neanche il fornitore di managed services o la società di consulenza, perché sul mercato italiano ci sono già operatori che fanno queste cose con best practice e risorse che non possiamo eguagliare”, ha spiegato Roggero in una recente conferenza stampa.

La scelta quindi è stata di giocare un ruolo che sul mercato italiano non esiste: l’hub di competenze tecnologiche, cioè un centro di eccellenza su tutte le tecnologie Fujitsu, ma anche su tecnologie innovative complementari, di altri vendor.

“Finix non lavorerà solo su Fujitsu”

“Con Fujitsu c’è un rapporto di forte collaborazione, abbiamo un contratto pluriennale di esclusiva per commercializzare in Italia le loro tecnologie, e cioè Client Computing Device, Server e Storage, ma Finix non si è impegnata a vendere solo Fujitsu. Oggi il 90% del nostro business è Fujitsu, entro 3 anni vogliamo scendere al 50%, e il restante 50% dovrà provenire appunto da altri partner”.

Per questa nuova componente Finix si concentrerà soprattutto su tre aree – cybersecurity, IoT, AI – e fungerà da incubatore. “Cioè faremo scouting, soprattutto all’estero, di startup e realtà internazionali, acquisiremo tecnologie innovative – almeno una in esclusiva per l’Italia ogni sei mesi -, capiremo come possono essere applicate, e definiremo degli “use case” su cui indirizzare i partner”.

L’incertezza sulle sorti di Fujitsu Italia, cominciata un anno fa con la chiusura dell’unico stabilimento europeo ad Augsburg in Germania, ha inevitabilmente provocato un calo sia del fatturato, sia del personale, scesi rispettivamente a 160 milioni e 165 dipendenti, oltre che naturalmente del numero di clienti. “Ma l’atteggiamento generale è stato di attesa, e ora l’obiettivo di questo semestre per Finix è di ricreare il rapporto con tutti gli stakeholder – dipendenti, clienti, partner di canale – oltre che di presentarci al mercato e avviare l’attività di scouting delle nuove tecnologie”.

Partner, rimane il programma Select

Il modello di go-to-market è lo stesso ereditato da FTS Italia, tranne il fatto che tutte le responsabilità commerciali, prima separate per i prodotti e i servizi, sono state assegnate alla Sales Director Manuela Chinzi.

“Per ora il programma per il canale resta il Fujitsu Select Partner Program, che prevede una segmentazione del canale non in base al fatturato, ma alle competenze, e percorsi di formazione e di crescita differenziati per tre livelli: Select Registered, Select Expert e Select Circle”, ha spiegato Chinzi. “L’obiettivo però è creare un nuovo programma di canale che includa il Select Partner Program di Fujitsu, amplificandolo con una serie di nuove iniziative che annunceremo quando sarà il momento”.

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System integration, Lan Service si fa in quattro

LAN Service CEO Andrea Guerrera
La società piemontese si è riorganizzata nelle aree di business Lan Service (servizi gestiti), e-volution (cloud), Acktel (e-business) e IoT

Il system integrator piemontese Lan Service ha annunciato una riorganizzazione in quattro aree di business. “L’obiettivo”, spiega in un comunicato il CEO e fondatore Andrea Guerrera, “è portare le nostre competenze verso imprese di medie e grandi dimensioni del Nord e del Centro Italia”.

Lan Service è nata 28 anni fa e oggi conta su un team di oltre 60 persone suddivise sulle tre sedi di Casale Monferrato, Milano e Lugano. “Le quattro anime che caratterizzano il nuovo percorso della società”, continua Guerrera, “sono la system integration e la consulenza IT con il brand Lan Service, la componente Cloud con il brand e-volution, la parte di sviluppo applicativo innovativo con Acktel e una divisione, in fase di start up, dedicata al mondo IoT, con forti sinergie con il Politecnico di Torino.

Il comunicato precisa più in dettaglio le caratteristiche delle quattro divisioni. Lan Service opera sull’infrastruttura e data center del cliente direttamente presso la sua sede, garantendo business continuity e conformità agli standard di sicurezza, con focalizzazioni e verticalizzazioni in ambiti come IoT, Infrastruttura, Networking, Management, Unified Communication, Sicurezza.

e-volution viene definita Cloud provider ma anche WISP (Wireless Internet Service Provider) e carrier di infrastruttura in fibra (e-volution Fibra) potenzialmente in tutta Italia. Nasce per portare nel cloud il data center dei clienti, per gestirlo e garantirne gli standard di sicurezza, e conta su e-volution Air, infrastruttura di connettività di proprietà dell’azienda che offre collegamenti ad alta velocità a tutte le imprese del territorio del Monferrato.

Acktel è la società di consulenza, progettazione e realizzazione di soluzioni di e-business per il Web che Lan Service ha acquisito alcuni anni fa. La missione è rendere visibili in rete e sui social network i clienti attraverso attività di Seo, video streaming, digital marketing, siti web, grafica, consulenza e sviluppo applicativo enterprise.

Infine la quarta area di business è l’Internet of Things (IoT), su cui il Gruppo ha da poco sviluppato una start up interna dedicata a ricerca e sviluppo su sistemi radar e di localizzazione per applicazioni industriali, automotive e ferroviarie, con attività in stretta collaborazione con il Politecnico di Torino.

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