Imprese italiane, la digitalizzazione fa risparmiare: ecco quanto

Per il 56% delle imprese italiane gli investimenti in tecnologie digitali sono direttamente correlabili a vantaggi economici, e l’83% di esse reinveste queste risorse in azienda.
Questo il principale responso di un’indagine di SAP Concur (la controllata SAP che fornisce servizi Cloud di gestione viaggi di lavoro e note spese) in collaborazione con CGIA Mestre su 500 imprese con oltre 50 addetti in buona parte del settore manifatturiero (oltre il 70% del campione). Più precisamente il 30,4% delle imprese ha riscontrato risparmi immediati, mentre quasi il 15% ha stimato dei vantaggi futuri e il 10,7% non ha ancora quantificato i risparmi perché la digitalizzazione è appena avvenuta.
A proposito di quantificazione, tra le imprese che hanno avuto un risparmio grazie alla digitalizzazione, in più della metà dei casi (57,2%) il risparmio calcolato è inferiore a 10 mila euro, nel 37,7% il vantaggio è compreso tra 10mila e 50 mila euro, e il resto ha benefici ancora superiori, con un 2% di imprese che dichiara risparmi per oltre mezzo miliardo di euro.
Come già accennato, nell’83% delle imprese che hanno rilevato risparmi, queste risorse vengono reinvestite in azienda. In particolare: 1 su 3 (33,9%) reinvestirà in parte i risparmi in azienda, un altro terzo (34,4%) lo farà completamente e il 14,6% ha previsto di farlo successivamente. Il restante 17% invece utilizza i risparmi per esigenze di gestione corrente, come liquidità.
Reinvestimenti: prevalgono impianti e macchinari, R&S e formazione
Considerando le aree di reinvestimento prevalgono nettamente i nuovi investimenti in impianti, macchinari, software (40,3%). Seguono Ricerca e Sviluppo (18,4%) e formazione dei dipendenti (17,5%), nuove assunzioni (9,2%), welfare aziendale (6,5%), scelte sostenibili (5,9%) e trasformazione di contratti a tempo indeterminato (2,1%).
Tra i benefit aziendali offerti prevale l’assistenza sanitaria integrativa (20,7%), rispetto al contenimento delle spese casa-lavoro come buoni spesa e/o auto aziendale (16,1%), buoni pasto o mensa (15,6%) e smart working (15,3%). Seguono la previdenza complementare (12,1%), i congedi parentali aggiuntivi (8,4%), borse di studio e corsi di formazione (3,9%), servizi alla persona (3,9%), attività relative al tempo libero come palestre, cinema, teatri (1,8%). Chiudono altri premi (1,6%) e nido aziendale (0,7%).
“Avere oltre l’80% dei casi in cui i risparmi vengono reinvestiti in azienda dipinge un quadro lontano dai cliché, dove gli imprenditori non sono soltanto interessati al profitto di breve termine ma investono nel loro asset più importante – i dipendenti – attraverso formazione, assistenza sanitaria e buoni spesa. È un dato importante che fa ben sperare per il futuro del nostro Paese”, commenta in un comunicato Alessia Poletti, Senior Field Marketing Manager per Italia, Malta e Grecia di SAP Concur.