Il mercato ICT italiano registra una crescita superiore rispetto all’economia nazionale, consolidando la propria rilevanza per l’innovazione aziendale. Secondo il recente Assintel Report 2024, il comparto ICT business è previsto in aumento del +4,1% nel 2024, raggiungendo i 42,4 miliardi di euro, con una previsione del +4,6% nel 2025. La spinta arriva dagli investimenti delle grandi organizzazioni, che costituiscono il 53% del mercato e registrano un incremento del +4,9%. La Pubblica Amministrazione, sostenuta dai fondi PNRR, guida gli investimenti (+6%), seguita dall’industria, utilities e settore finanziario.

Geograficamente, il Nord-ovest rimane leader del mercato ICT italiano, ma il Nord-est ha il tasso di crescita maggiore, trainato dall’innovazione delle imprese locali. Il comparto più dinamico è quello dei servizi IT (+8,6%), seguito dal software (+4,6%), mentre l’hardware è stabile. Il cloud e l’intelligenza artificiale emergono come tecnologie in forte crescita, con un’adozione del 68% per il cloud e una previsione del 45% per l’IA entro il 2025. Tuttavia, molte aziende sono ancora in una fase sperimentale delle tecnologie emergenti, con solo il 4% in applicazioni avanzate.

Le PMI ICT italiane affrontano sfide quali la carenza di risorse economiche e la difficoltà di accedere a finanziamenti, a cui si aggiungono limiti culturali legati alla scarsa propensione al cambiamento e alla definizione di strategie digitali efficaci. Sul fronte delle competenze, il 92% delle aziende prevede una domanda stabile o in crescita, ma il 39% segnala difficoltà a reperire risorse qualificate.

mercato ICT italiano

Paola Generali, presidente di Assintel, sottolinea l’importanza di una collaborazione strategica tra imprese e politica per valorizzare il Made in Italy Digitale e sostiene la necessità di politiche che incentivino l’aggregazione e l’accesso delle PMI ICT ai mercati della Pubblica Amministrazione.

Giulia Gasparini di AWS sottolinea l’importanza di un quadro normativo chiaro che tenga conto delle esigenze di tutte le imprese, garantendo così una trasformazione digitale sicura e inclusiva. Parallelamente, il noleggio di software e beni strumentali sta diventando popolare tra le PMI, con Aurelio Agnusdei di Grenke Italia che riporta un incremento del 15% nel settore, per un valore di quasi 950 milioni di euro nei primi otto mesi del 2024.

Danilo Cattaneo di InfoCert evidenzia la crescente consapevolezza delle PMI sui temi della sicurezza informatica (fondamentale per sostenere un ecosistema digitale affidabile e sicuro), mentre Paolo D’Andrea di TIM aggiunge che facilitare l’accesso a soluzioni digitali avanzate per le PMI, come cloud e sistemi di collaborazione, consente loro di rispondere con successo alle sfide del mercato, ottimizzando i processi e migliorando le relazioni con i clienti.