Licenziamenti: CSG (Citrix-Tibco) taglia il 15% del personale, Informatica il 7%

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Continua l’ondata di esuberi nel settore tech, già oltre 23mila in gennaio. Ma il 79% trova un altro lavoro entro 3 mesi, sottolinea il Wall Street Journal

Nel settore IT continua la massiccia ondata di licenziamenti in corso da mesi, una delle più grandi in termini di numero di aziende coinvolte nella storia dell’hi-tech.

Questo mese di gennaio sta confermando la tendenza in crescendo del 2022: il contatore Layoffs.fyi ha registrato nei primi 13 giorni del 2023 oltre 23mila esuberi in 82 aziende, contro i 154mila dell’intero 2022. In gennaio finora tra i nomi con il maggior numero di tagli – oltre a Salesforce di cui abbiamo riferito nei giorni scorsi – ci sono CSG (Cloud Software Group), che è l’azienda nata dalla fusione tra Citrix e Tibco, e Informatica.

Cominciando da Citrix-Tibco, la fusione si è conclusa dal punto di vista burocratico e formale lo scorso settembre, dopo essere stata annunciata lo scorso febbraio dalle società di investimenti Vista Equity Partners ed Evergreen Coast Capital, che hanno acquisito Citrix per 16,5 miliardi di dollari e hanno deciso di fonderla con Tibco, già nel portafoglio di Vista Equity Partners.

Già dal momento dell’annuncio alcuni analisti hanno parlato di probabili tagli del personale, poi pochi giorni fa la testata specializzata CRN, citando fonti interne a Citrix, ha riferito di un massiccio piano di esuberi in corso, quantificandolo in 2000 esuberi – “la più grande ondata di tagli della storia dell’azienda” secondo una delle fonti – nell’ambito di una strategia di concentrazione di CSG sui principali 1000 clienti.

Il post del CEO di Cloud Software Group

CSG, dopo le indiscrezioni del sito CRN, ha confermato ufficialmente di avere eliminato il 15% dei ruoli aziendali, senza specificare il numero preciso, con un post sul sito web di CSG a firma del CEO Tom Krause. Krause – che proviene da Broadcom, dove era il principale coordinatore dell’acquisizione di VMware – ha scritto che “è stato comunicato a circa il 15% del personale di Cloud Software Group che i loro ruoli sono stati eliminati o sono diventati ridondanti nell’ambito dei processi di pianificazione della nuova azienda”.

“So che molti nel settore vogliono capire cosa stia succedendo in CSG”, scrive Krause, spiegando che Citrix – che è diventata un’azienda privata dopo l’acquisizione – e Tibco (già privata), continueranno a esistere come brand, così come NetScaler, ShareFile, XenServer, Jaspersoft e altri, operando come business unit di CSG.

“Negli scorsi 3 mesi ho condotto con il mio executive leadership team un rigoroso processo di pianificazione, in cui abbiamo esaminato ogni ruolo, strumenti, sistema e processo dell’intera azienda, e attentamente analizzato la nostra offerta, lo scenario competitivo, le esigenze dei clienti, le strategie di go-to-market, marketing, engineering, supporto e amministrative”.

Il risultato è un piano che porterà benefici ai componenti di CSG da qui in poi – personale, partner e investitori – ma che ha significativi impatti sull’organizzazione attuale, scrive tra l’altro Krause. “Queste decisioni non sono state prese a cuor leggero. Sono concrete decisioni di business pensate per rafforzare la nuova azienda. Per un leader, queste sono le decisioni più difficili”.

Taglia anche Informatica: “Scenario difficile e clienti più cauti negli investimenti”

Per quanto riguarda Informatica, la multinazionale americana specialista di data management, i tagli riguardano circa 450 persone, ovvero il 7% del personale, che prima del provvedimento era di circa 5500 persone. I dati provengono da una comunicazione (filing) dell’azienda alla SEC, l’autorità di borsa statunitense. Il piano di tagli è pensato per allineare meglio il personale e i costi aziendali con le sue priorità strategiche focalizzate sul cloud e sulle attuali esigenze di business, ha spiegato l’azienda, che ha comunicato anche l’uscita del CFO Eric Brown, sostituito da Michael McLaughlin, che sarà CFO ed executive Vice President.

Il piano di licenziamenti costerà tra i 25 e i 35 milioni di dollari, e sarà completato entro la fine del primo trimestre 2023. All’inizio di febbraio Informatica annuncerà i risultati dell’intero 2022. Nei primi tre trimestri l’azienda ha fatturato 1,11 miliardi di dollari, il 7% in più di 12 mesi prima.

Anche il CEO di Informatica, Amit Walla, ha scritto un post per spiegare il piano di tagli. “Per completare la transizione a organizzazione cloud dobbiamo essere agili, cioè rimuovere strati, semplificare la struttura, ed essere focalizzati al massimo sull’esecuzione della strategia cloud-oriented. Nello stesso tempo lo scenario rimane difficile, e i nostri clienti stanno adottando un approccio più cauto nelle loro decisioni di investimento”, scrive tra l’altro Walla.

Per questi e altri motivi l’azienda ha annunciato il provvedimento di esubero di circa il 7% del personale. “I colleghi in uscita riceveranno generose risorse finanziarie, di carriera e di welfare come supporto nella transizione”.

Wall Street Journal: il 79% si ricolloca entro 3 mesi

In questo panorama di notizie di licenziamenti di massa, il trend di lunga data della carenza di specialisti e di competenze IT rimane ovviamente confermato. Per questo motivo un’alta percentuale di licenziati del settore tech trova un altro lavoro piuttosto rapidamente, spiega il Wall Street Journal. L’articolo cita tra l’altro una analisi di ZipRecruiter secondo cui il 79% dei lavoratori del settore recentemente licenziati entro tre mesi ha già un nuovo impiego.

Gli indicatori macroeconomici, per lo meno negli USA, non stanno risentendo delle notizie di migliaia di esuberi, scrive il WSJ, e continuano a mostrare valori molto bassi del tasso di disoccupazione, e crescite dell’economia più alte del previsto.

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Tableau, un bilancio di (quasi) due anni in Italia

Stefano Maio, country manager di Tableau in Italia
Il country manager Stefano Maio parla del ruolo di Tableau nelle strategie data-driven delle aziende, dell’ecosistema in Italia e della collaborazione con Salesforce

In ambito data analytics e data visualization, Tableau è una delle piattaforme più conosciute, da anni classificata da Gartner tra i leader mondiali del settore. Anche grazie all’accessibilità gratuita di una parte della piattaforma, la community di utenti – aziende, professionisti e semplici appassionati – è molto numerosa anche in Italia. Dove però la società Tableau, che dal 2019 è una business unit di Salesforce, è presente con una struttura diretta da meno di due anni (maggio 2021). Con Stefano Maio, country manager per l’Italia, abbiamo parlato dell’offerta e dell’ecosistema di Tableau nel nostro paese e dei risultati ottenuti finora.

“In questo momento così complicato, con tre crisi – economica, del lavoro, ambientale – che si intrecciano, le decisioni nelle aziende sono più difficili. Secondo Gartner, il 65% delle decisioni nelle aziende è più complesso di due anni fa. Per questo avere buoni dati a disposizione è ancora più un aiuto: migliori sono i dati, migliori le decisioni”, spiega Maio.

“Però c’è un gap, ben evidenziato da un’indagine di IDC: da una parte l’83% dei CEO vogliono organizzazioni più data driven, dall’altra solo il 25% di queste organizzazioni sono davvero data driven: nella realtà quotidiana i dati sono difficili da accedere, spesso non affidabili e non aggiornati, c’è un eccesso di data tool, e le data skill sono insufficienti”.

Come colmare questo gap?

Occorre una strategia che integri aspetti organizzativi, culturali e tecnologici. In ambito tecnologico in particolare serve una piattaforma unificata di automation, AI, analytics e data. Insomma, una enterprise analytics platform, che deve dare degli insight di valore, dove per Tableau “di valore” significa disponibili subito quando serve, nel flusso del proprio specifico lavoro, personalizzati per funzione, processo e ruolo, e “actionable”, cioè con suggerimenti su cosa fare, altrimenti torniamo alla BI di 30 anni fa.

Oltre alla piattaforma, un altro importante fattore per una strategia data driven di successo è una “data culture” con 3 componenti: forte sponsorship di top management e CEO, facilità dell’accesso a strumenti e dati per tutti, e affidabilità dei dati, supportata da tutte le funzioni aziendali. Trust per Tableau significa poter dare a ogni utente la possibilità di verificare che sta usando il dato giusto.

Come si inserisce tutto questo nell’offerta di Salesforce, che lavora sui dati del cliente?

Tableau è nato come strumento in grado di operare su tutti i tipi di dati. Non solo quelli dei clienti, ma anche quelle delle altre principali funzioni aziendali: sales, service, marketing, finance, HR. Salesforce ha acquisito Tableau con l’obiettivo di integrare l’ambito data analytics, e con l’annuncio di Genie dello scorso settembre, che ha permesso di rendere Salesforce Customer 360 una piattaforma di CRM real time, Tableau ha assunto il ruolo di “salesforce analytics”. Fornisce visibilità sul mondo customer, ma anche sui mondi supply chain, finance, hr, operations, che fanno capo a repository di dati diversi da quelli dei clienti. Insomma Tableau diventa per Salesforce un modo anche per uscire dal mondo CRM.

Quanto è approfondita la collaborazione con Salesforce a livello commerciale e di lead generation?

Ancora adesso i nostri processi in questi campi sono largamente indipendenti, anche perché se Salesforce vende il CRM, non è automatico che al cliente interessino anche gli analytics: magari li ha già, magari è più facile che si compri l’e-commerce che è un componente nativo di Customer 360. Tableau non lo è: per esempio è disponibile sia on-premise che in cloud, e a tutt’oggi in italia ci sono molti clienti con tutto il sistema Tableau on-premise. Da quest’anno però stiamo lavorando insieme a Salesforce a livello di leadership team, e di singole industry, e iniziano a nascere le prime opportunità commerciali da questo lavoro congiunto.

Tornando alle strategie data driven di successo, cosa fa Tableau per aiutare i clienti a realizzarle?

Mettiamo a disposizione vari strumenti, per esempio i Tableau Accelerator, sviluppati anche dai nostri partner: sono tutti gratuiti, catalogati per dipartimento, settore, ambiente applicativo e vari altri parametri sul sito Tableau Exchange.

E poi c’è l’ecosistema, con i partner di canale, e Tableau Public, sito pubblico fatto da una community di milioni di persone, che condividono visualizzazioni per fenomeni, settori, aziende, tra cui per esempio molti Data Journalist che utilizzano la piattaforma per diffondere informazioni e conoscenza. È anche un ottimo “terreno di caccia” di specialisti: molte aziende utenti e nostri partner ricercano talenti su Tableau Public.

Come è strutturata Tableau in Italia?

In Italia Tableau ha clienti da molti anni, ma ha aperto ufficialmente una struttura diretta circa 18 mesi fa: a fine gennaio si chiude il primo fiscal year completo. In così poco tempo, e in un mercato già molto maturo, siamo cresciuti velocemente: siamo già circa 20 persone, quasi tutti orientati alle vendite, con qualche solution engineer che fa prevendita e technical account manager per clienti premium. Abbiamo clienti in tutti i settori – banche, manifatturiero, retail, CPG, pubblico. Uno che posso citare è Unicredit, che ha iniziato a usare Tableau in ambito HR e ora sta allargando il raggio d’azione della soluzione.

Il numero di clienti in Italia è difficile da quantificare, perché Tableau ha anche una parte pubblica gratuita, utilizzata anche da aziende molto piccole, con pochissimi utenti. Possiamo parlare di qualche migliaio di clienti, di cui qualche centinaio sono aziende ed enti pubblici.

E la rete di partner?

I partner in Italia sono circa 40, di tipologie molto varie. Ci sono specialisti di nicchia come The Information Lab e Visualitics, che già vendevano in Italia partendo dall’estero prima che Tableau avesse una presenza diretta qui, e hanno strutture che fanno formazione su tableau anche agli altri partner. Poi ci sono partner “classici” del mondo analytics, grandi system integrator globali, partner tecnologici, e partner del mondo Salesforce, da cui ci aspettiamo una forte spinta, anche perché da quest’anno il nostro Partner Program è stato integrato in quello di Salesforce.

Per dare un’idea, all’evento italiano Tableau Datafest dello scorso maggio, che si è tenuto a Milano a Palazzo Mezzanotte, c’erano The Information Lab, Sopra Steria, Ecoh Media, Target Reply, Visualitics, Atlentic Technologies, e AWS come platinum sponsor, con il contributo di Accenture, PwC e Deloitte, e hanno portato la loro testimonianza Engie, Coop Alleanza 3.0, Trenord e Unicredit.

Cosa vi aspettate dal 2023?

Ci aspettiamo di crescere ancora: come ho detto le decisioni oggi sono ancora più difficili, ma proprio per questo nelle aziende e nei partner c’è interesse per soluzioni sofisticate di analytics.

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