Prysmian compra l’americana Channell per 950Mln di dollari e accelera nei servizi digitali

Prysmian compra l’americana Channell per 950Mln di dollari e accelera nei servizi digitali
L'acquisizione di Channell, prima grande transazione di Prysmian nel business Digital Solutions, consentirà all'azienda italiana di accelerare il suo percorso da produttore di cavi a fornitore di soluzioni integrate.

Prysmian ha raggiunto un accordo per l’acquisizione di Channell Commercial Corporation, fornitore americano leader di soluzioni integrate nel settore della connettività, per un corrispettivo di 950 milioni di dollari, oltre ad un potenziale corrispettivo aggiuntivo legato al raggiungimento da parte di Channell di determinati obiettivi EBITDA per l’anno 2025, pari ad un importo che potrebbe arrivare fino a 200 milioni di dollari. La transazione è subordinata al verificarsi delle usuali condizioni sospensive, tra cui quelle di natura regolamentare, e si prevede che si concluderà nel secondo trimestre del 2025.

L’acquisizione di Channell, prima grande transazione di Prysmian nel business Digital Solutions, consentirà all’azienda italiana di accelerare il suo percorso da produttore di cavi a fornitore di soluzioni integrate. Il portafoglio prodotti combinato di Prysmian e Channell, insieme alla vasta rete commerciale all’estensione della portata commerciale di quest’ultima e al suo approccio complementare alla ricerca e sviluppo, supporteranno lo sviluppo di Prysmian in Nord America, permettendo al suo business Digital Solutions di cogliere la crescita dei data center e del 5G negli Stati Uniti e in Europa.

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Massimo Battaini, CEO di Prysmian, ha dichiarato: “Il nostro percorso da produttore di cavi a fornitore di soluzioni di prima classe sta accelerando e, grazie al rafforzamento nell’ambito delle soluzioni di connettività, saremo in un’ottima posizione per catturare la crescita del mercato, potenziata dalla digitalizzazione e dal lancio dell’intelligenza artificiale. Stiamo rafforzando la nostra esposizione in Nord America, e allo stesso tempo, acquisendo know-how e un portfolio prodotti per essere ancora più competitivi in tutto il mondo”.

Channell, con sede a Rockwall (Texas), conta poco meno di 1.000 dipendenti. Fondata nel 1922 dalla famiglia Channell, è un importante player statunitense nel settore della connettività con tre stabilimenti di produzione in Texas, in Nevada e in California e la sua ampia base clienti include i principali operatori di telecomunicazioni, banda larga, utility ed energia.

L’ingresso di Prysmian nel settore delle soluzioni di connettività nordamericane è altamente complementare al suo attuale business Digital Solutions. Channell produce custodie in plastica e metallo, connettori per fili di rame, sistemi di gestione dei cavi in fibra ottica e prodotti per la gestione termica progettati per applicazioni nei segmenti dati, telecomunicazioni ed energia, dove Prysmian è già un player noto grazie ai cavi in fibra ottica e ad altri cavi per collegamenti digitali.

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Canalys: il prezzo dei PC negli USA potrebbe salire del 68% e l’incertezza fa crescere le scorte

Canalys: il prezzo dei PC negli USA potrebbe salire del 68% e l’incertezza fa crescere le scorte
I dazi imposti dall'amministrazione Trump su Cina e Messico stanno avendo un impatto significativo, con stime che prevedono un aumento del prezzo dei PC fino al 68%.

Le politiche commerciali di Donald Trump stanno generando incertezza tra i fornitori di computer e le aziende che cercano di pianificare i loro budget. I dazi imposti dall’amministrazione Trump su Cina e Messico stanno infatti avendo un impatto significativo, con stime che prevedono un aumento del prezzo dei PC fino al 68%.

La maggior parte dei computer venduti negli Stati Uniti viene prodotta in Cina, che ha inizio mese subito ulteriori dazi del 10%. Inoltre, produttori come HP, Lenovo e Dell realizzano PC anche in Messico, colpito anch’esso da dazi del 25% salvo una temporanea sospensione. 

Secondo Greg Davis, analista di Canalys, la guerra commerciale in corso tra USA e questi Paesi ha avuto effetti negativi immediati sul mercato azionario e ha spinto la crescita del PIL statunitense in territorio negativo per il primo trimestre del 2025. Oltre all’impatto diretto dei dazi, l’incertezza generata da annunci e rinvii ha reso difficile la previsione dei prezzi dell’elettronica di consumo per l’anno in corso.

Per mitigare gli effetti, molte aziende del settore PC hanno iniziato ad accumulare scorte; un’indagine di Canalys ha infatti rilevato che ben il 50% dei distributori e rivenditori statunitensi di PC ha aumentato le proprie scorte a oltre cinque settimane a gennaio rispetto al 29% di novembre, mese in cui Trump è stato rieletto.

I player della supply chain tendono solitamente a minimizzare le scorte per evitare la svalutazione dei prodotti invenduti. Tuttavia, la prospettiva di aumenti tariffari ha spinto molti a incrementare gli stock in previsione di una crescita del prezzo dei PC. Gartner prevede su questo versante un 2025 molto dinamico, con acquirenti IT fortemente preoccupati dai dazi americani. Secondo John David Lovelock, vicepresidente di Gartner, i CIO continueranno a spendere i budget già stanziati per i PC, ma con un potere d’acquisto ridotto a causa dell’inflazione dei prezzi.

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Canalys stima che le spedizioni di PC negli Stati Uniti abbiano raggiunto 17,7 milioni di unità nel quarto trimestre del 2024, con un incremento annuo del 6%. Tuttavia, per il 2025 e il 2026, prevede una crescita inferiore al 2%, con volumi compresi tra 70 e 72 milioni di unità all’anno. L’aumento del prezzo dei PC, già accentuato dall’integrazione di tecnologie IA, potrebbe infatti frenare la domanda, rendendo incerto il mercato.

Un’opportunità per i produttori potrebbe derivare dalla migrazione a Windows 11, ma non è scontato che ciò si traduca in un’impennata delle vendite per tutti i produttori. Davis, ad esempio, ritiene che Apple possa approfittare della situazione per conquistare clienti aziendali e consumer, con un aumento delle vendite di Mac del 26% nel quarto trimestre negli Stati Uniti contro un calo del 3,6% per HP e del 2,4% per Dell.

Acer, intanto, ha già annunciato un aumento del 10% sui prezzi dei laptop negli Stati Uniti a causa dei dazi su prodotti cinesi e anche Apple, pur avendo annunciato un investimento di 500 miliardi di dollari in R&D e AI negli Stati Uniti nei prossimi quattro anni, non ha pianificato di spostare la produzione dei Mac fuori dalla Cina, rendendoli così vulnerabili ai dazi imposte dall’amministrazione Trump.

Dal canto suo, il Presidente USA sostiene che le misure tariffarie siano volte a riportare la produzione negli Stati Uniti, ma questa strategia rischia di generare forti contraccolpi economici. L’ipotesi più probabile è che le tariffe vengano usate come leva negoziale nelle relazioni con paesi amici e rivali, lasciando il consumatore americano nel mezzo di un gioco politico dalle conseguenze imprevedibili. In caso di un crollo economico significativo, non è escluso che Trump possa rivedere la sua posizione e ridurre i dazi, soprattutto se l’inflazione e il costo della vita dovessero aumentare drasticamente.

(Immagine di apertura: Shutterstock)

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