SoftBank acquisisce Ampere Computing per rafforzare il suo stack tecnologico per la IA

Il colosso giapponese SoftBank Group ha annunciato l’acquisizione di Ampere Computing, azienda americana nata nel 2018 e specializzata nella progettazione di chip server basati su architettura Arm. L’operazione ha un valore di 6,5 miliardi di dollari e, secondo i termini dell’accordo, Ampere opererà come sussidiaria interamente controllata da SoftBank Group e manterrà il proprio nome, mentre i principali investitori di Ampere (Carlyle e Oracle Corp) venderanno le rispettive posizioni in Ampere.
Ampere si distingue per lo sviluppo di CPU manycore ad alte prestazioni tra cui il modello Ultra del 2023, caratterizzato da un numero di core variabile tra 96 e 192 e pienamente compatibile con l’architettura Armv8.6+ e la Server Base System Architecture versione 5. Tra i clienti dell’azienda figurano big tech come Google, Microsoft, Oracle, Alibaba e Tencent, che utilizzano i suoi chip sia per gestire i propri carichi di lavoro, sia per offrire soluzioni IaaS e SaaS.
Ampere non si è però fermata ai 192 core. Lo scorso anno ha infatti annunciato l’AmpereOne Aurora, un processore con ben 512 core progettato per affrontare carichi di lavoro legati all’IA. Questo aspetto ha attirato l’interesse di SoftBank, secondo cui l’acquisizione rientra nella sua strategia di innovazione nel settore IA e del calcolo ad alte prestazioni.
A margine dell’annuncio, il CEO e presidente di SoftBank, Masayoshi Son ha dichiarato che il futuro dell’intelligenza artificiale avanzata richiede una potenza di calcolo rivoluzionaria, sottolineando come l’esperienza di Ampere nei semiconduttori e nell’HPC contribuirà a realizzare questa visione.
L’annuncio ufficiale di SoftBank evidenzia la volontà di Ampere di lavorare in sinergia con altre aziende del gruppo, tra cui società partecipate e partner strategici. Questo potrebbe favorire un’adozione più ampia dei processori Ampere da parte di realtà operative su vasta scala, come LY Corp, il gigante web coreano-giapponese, o la divisione telecomunicazioni di SoftBank in Giappone. Inoltre, il Vision Fund di SoftBank detiene partecipazioni in aziende di rilievo come ByteDance (TikTok), diverse piattaforme di e-commerce e startup del settore AI, potenzialmente influenzando il mercato dei chip server.
L’acquisizione solleva però interrogativi sul futuro delle ambizioni di Arm (che è di proprietà di SoftBank) nel settore dei processori per server. Meta, ad esempio, avrebbe già espresso interesse per le soluzioni di Arm e resta da capire se SoftBank intenda gestire due linee di business distinte, oppure se il focus di Arm passerà alla vendita di progetti customizzati, lasciando ad Ampere il compito di fornire soluzioni standardizzate.
(Immagine di apertura: Shutterstock)