Nexi crea con Reply un centro di sviluppo da 500 persone

Nexi Digital
Nexi Digital porterà nel gruppo capacità di sviluppo software ora affidate all'esterno. Tra 4 anni impiegherà 180 persone a Milano, 120 a Bari e 200 a Katowice

Nexi Group ha annunciato la nascita di Nexi Digital, definito in un comunicato hub europeo di innovazione tecnologica, e realizzato in partnership con Reply.

Nexi Digital sarà un polo di eccellenza digitale per il Gruppo Nexi a livello europeo che porterà all’interno del gruppo capacità strategiche che ora sono affidate all’esterno della società. “Questo a conferma della determinazione dell’azienda ad investire ulteriormente in competenze e tecnologie per lo sviluppo “in house” di software per i prodotti e i servizi di pagamento digitale all’avanguardia”, spiega il comunicato.

In particolare Nexi Digital si concentrerà sull’attrarre giovani di talento laureati in materie scientifiche, preferibilmente in ingegneria e nel digitale. Entro quattro anni Nexi Digital prevede di impiegare più di 500 dipendenti di cui 350 nuovi assunti.

Dipendenti che opereranno in Paesi ad alto potenziale e in forte crescita, come l’Italia (sede di Nexi) e la Polonia. Nel dettaglio, saranno 300 i dipendenti della società in Italia – di cui 180 a Milano, presso la sede centrale di Nexi, e 120 a Bari – e 200 in Polonia, precisamente a Katowice. I primi 150 dipendenti verranno assunti già nel corso del 2022.

Nexi Digital avvierà una serie di collaborazioni con Università e Centri di Ricerca in Italia e in Polonia, sia per individuare i talenti specializzati cui offrire nuove opportunità di lavoro, sia per collaborare allo sviluppo di soluzioni digitali d’eccellenza.

“Nexi Digital ci consente di accelerare ulteriormente il nostro percorso di crescita in Europa, investendo in competenze e innovazione con l’obiettivo di dare vita a soluzioni tecnologiche all’avanguardia nel mercato dei pagamenti digitali, con particolare attenzione ai mercati sottopenetrati come l’Italia e la Polonia – afferma nel comunicato Paolo Bertoluzzo, CEO di Nexi Group –. L’assunzione di giovani talenti e la collaborazione con Università e Centri di Ricerca, oltre a rafforzare la nostra vicinanza ai Paesi in cui operiamo, rappresentano la nostra volontà di contribuire alla diffusione delll’innovazione digitale nel nostro Paese ed in Europa, driver principale dello sviluppo economico”.

“Reply è leader nella trasformazione digitale e nella progettazione di nuovi prodotti connessi”, afferma nel comunicato Tatiana Rizzante, CEO di Reply. “In particolare nei servizi finanziari stiamo costantemente sviluppando nuove competenze e asset distintivi, che consentano ai nostri clienti di accelerare la transizione verso modelli di business interamente digitali. Oggi siamo estremamente lieti di lavorare insieme a Nexi Group, mettendo in Nexi Digital le tecnologie digitali più avanzate con l’obiettivo di costruire una nuova economia cashless”.

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Eurostat: 6 aziende italiane su 10 utilizzano il cloud

spesa per il cloud
Nel 2021 l'Italia è in quinta posizione, ben sopra la media europea (42%). In testa Svezia e Finlandia (entrambi 75%) seguite da Paesi Bassi e Danimarca (entrambi 65%)

Le aziende possono accedere alle risorse informatiche ospitate da terzi su Internet invece di costruire la propria infrastruttura informatica. Questo pool di risorse è più comunemente noto come cloud computing e poiché i servizi cloud sono forniti online, le aziende devono avere accesso a Internet per poterli utilizzare. Nel 2021, secondo i dati forniti da Eurostat, il 98 % delle imprese dell’UE che impiegavano 10 persone o più disponeva di tale accesso.

Nel 2021 il 42% delle aziende dell’Unione Europea ha utilizzato il cloud computing. Si tratta di un aumento di 6 punti percentuali dal 2020 (36%) e più del doppio della quota nel 2016 (19%).

Sebbene la percentuale di aziende con accesso a Internet si sia attestata a livelli molto elevati in tutti gli Stati membri dell’UE, l’uso del cloud computing varia notevolmente, con le percentuali più elevate registrate in Svezia e Finlandia (entrambi 75%) e nei Paesi Bassi e in Danimarca (entrambi 65%) nel 2021, con l’Italia in quinta posizione con una percentuale del 60%, comunque ben più alta della media europea del 42%.

eurostat

All’estremità opposta della scala, i servizi di cloud computing sono stati utilizzati da meno di un’azienda su cinque in Bulgaria (13%) e Romania (14%).

Delle imprese che hanno riferito di utilizzare il cloud computing, la stragrande maggioranza (79%) ha optato per una soluzione cloud per ospitare i propri sistemi di posta elettronica. Circa due terzi hanno invece utilizzato il cloud per archiviare file (68%) e per software per ufficio come word processor e fogli di calcolo (61%). Più della metà ha utilizzato il cloud per il software di sicurezza (59%).

Queste aziende europee hanno anche utilizzato il cloud per accedere ad applicazioni software più avanzate per gli utenti finali, come la finanza/contabilità (48%), la gestione delle relazioni con i clienti (27%) e la pianificazione delle risorse aziendali (24%).

Tra i servizi cloud più sofisticati, oltre la metà (59%) delle imprese che utilizzano il cloud ha riferito di utilizzare applicazioni software di sicurezza, il 47% ha ospitato i database dell’impresa nel cloud e un quinto (21%) ha utilizzato una piattaforma di calcolo che fornisce un ambiente ospitato per lo sviluppo di applicazioni, test o implementazione.

cloud 2

Non sorprende che la percentuale più elevata di imprese che utilizzano servizi di cloud computing (77%) si trovi nel settore dell’informazione e della comunicazione, mentre in quasi tutti gli altri comparti economici la percentuale è inferiore al 50% e varia dal 33 al 47%.

Nel mezzo si sono collocate le imprese “professionali, scientifiche e tecniche” e dell’ambito immobiliare, con il 57% e il 51% del campione che utilizza il cloud. Rispetto al 2020, l’aumento dell’utilizzo della modalità as-a-service è stato più elevato nel settore del commercio al dettaglio e nelle attività immobiliari (entrambi in crescita di otto punti percentuali).

Non stupisce nemmeno che siano le grandi imprese quelle che utilizzano maggiormente il cloud: si parla del 72% del totale, con un aumento di sette punti percentuali rispetto al 2020. Se nel 2021 il 54% delle medie imprese ha utilizzato il cloud (erano il 46% nel 2020), nelle piccole aziende la sua adozione è aumentata di sei punti percentuali salendo al 39%.

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