xAI acquisisce X per tenere a galla il valore e rassicurare i creditori. Ma ci sono guai in vista

xAI, l’azienda IA di Elon Musk, ha acquisito X. “I futuri di xAI e X sono intrecciati”, ha scritto Musk. “Oggi, compiamo ufficialmente il passo per combinare dati, modelli, calcolo, distribuzione e talento”. La mossa di Musk si spiega principalmente con il fatto che il valore di X sta precipitando, con conseguente nervosismo dei creditori a cui Musk aveva offerto come garanzia il suo pacchetto di azioni di Tesla, il cui valore però è anch’esso in caduta libera da un paio di settimane.
L’operazione si è concretizzata attraverso uno scambio di azioni, valutando xAI circa 80 miliardi di dollari e X intorno ai 33 miliardi di dollari (più un debito di circa 12 miliardi di dollari). I rappresentanti di X e xAI non hanno fornito ulteriori dettagli sull’operazione, tanto che molti dettagli specifici dell’accordo rimangono poco chiari, compreso il modo in cui i dirigenti di X saranno integrati nella nuova azienda o se ci sarà un controllo normativo.
L’analista di D.A. Davidson, Gil Luria, ha affermato che il prezzo di X di 45 miliardi di dollari, debito incluso, non è una coincidenza, visto che si tratta esattamente di 1 miliardo di dollari in più rispetto all’acquisizione di Twitter da parte di Musk nel 2022. Un investitore in xAI, che ha preferito rimanere anonimo, ha dichiarato a Reuters di non essere sorpreso dall’accordo, considerandolo come un consolidamento della leadership e della gestione di Musk nelle sue aziende.
Nel frattempo, mentre la concorrenza nel mercato IA si fa sempre più spietata, xAI ha aumentato la capacità del suo data center per addestrare modelli più avanzati e il suo cluster di supercomputer a Memphis, chiamato “Colossus”, è considerato il più grande del mondo. Su questo versante, i dati generati dagli utenti di X potrebbero rappresentare un notevole vantaggio per l’addestramento e il perfezionamento dei modelli IA di xAI (con in testa ovviamente Grok), anche se al momento X deve affrontare due problematiche non da poco.
Tanto per cominciare, nei giorni scorsi un giudice statunitense ha respinto la richiesta di Musk di archiviare una causa di frode intentata contro di lui da ex azionisti di Twitter. La causa si basa sul fatto che Musk avrebbe ritardato intenzionalmente la divulgazione del suo investimento iniziale nella società, violando una scadenza della SEC e causando perdite agli azionisti che avevano venduto le loro azioni a prezzi artificialmente bassi. Il giudice ha ritenuto che le prove presentate dagli azionisti fossero sufficienti per procedere con la causa, citando anche tweet di Musk che avrebbero contribuito a ingannare gli investitori.
L’altra questione riguarda un’importante fuga di dati da X rivelata nel forum di cybersecurity BreachForums, che potrebbe rivelarsi il più grande data breach mai registrato per un social media. Un utente con lo pseudonimo ThinkingOne ha infatti segnalato la compromissione di 2.8 miliardi di account, con dati che includono username, password, email, nome completo e altre informazioni sensibili; una situazione che crea ovviamente gravi rischi per gli utenti, tra cui frodi, furto di identità e stalking. ThinkingOne suggerisce che la fuga di dati sia stata causata da un dipendente di X licenziato e che i dati siano stati modificati prima della pubblicazione.
(Immagine di apertura: Shutterstock)