Le più importanti tecnologie per il settore agro-alimentare

Durante la pandemia Covid 19, l’intero comparto agro alimentare si è dimostrato reattivo e capace di soddisfare le esigenze dei cittadini, anche in condizioni particolarmente problematiche.
Occorre però costruire modelli sostenibili per l’ambiente e per la salute dei consumatori, in linea con l’evoluzione degli schemi di utilizzo che, a livello globale, la trasformazione digitale ha introdotto nell’attuale scenario di mercato.
Del ruolo trasformatore e di supporto che le tecnologie digitali hanno all’interno dell’intera filiera agricola si è parlato nel corso dell’evento di Anitec-Assinform e Confindustria Digitale “Sicurezza, tracciabilità e sostenibilità: innovare il settore agrifood con il digitale”, dove è stato presentato un white paper sull’argomento.
Agricoltura e Industria alimentare pesano per oltre il 4% sul PIL nazionale e, includendo anche i settori collegati, il sistema raggiunge il 15%, con un valore complessivo di circa 522 miliardi di euro (dati Annuario dell’Agricoltura italiana 2019, CREA-ISTAT).
Agricoltura 4.0: le tecnologie digitali a supporto dell’agri-food
Il complesso delle tecnologie oggi disponibili rappresenta un valido alleato per tutti gli attori coinvolti nella catena produttiva, innescando nuovi modelli organizzativi per restare al passo dei comportamenti dei clienti digitali.
È possibile costruire processi capaci di trarre vantaggio da grandi quantità di dati e informazioni aumentando il livello di efficienza dell’intera filiera, impattando anche i settori più legati alla tradizione, come quello primario.
L’agricoltura è al centro di un processo di rinnovamento, che punta su tecnologie digitali – come Big Data, Intelligenza Artificiale e Machine learning, Internet of Things, Cloud e Blockchain, 5G – per realizzare l’ottimizzazione di filiera che tuteli al meglio il consumatore, garantisca la qualità di prodotto e per far sì che le informazioni siano chiare e disponibili su più fronti.
Ma quali sono le tecnologie di maggiore interesse per il settore agroalimentare?
Non si può non parlare di cloud che per sua natura rende possibile attingere a varie risorse per elaborare i dati per ricavarne informazioni utili, permettendo di sfruttare risorse come la Blockchain e il tutto ormai con un livello di sicurezza adeguato.
Nell’ambito agroalimentare, la Blockchain è tra le tecnologie digitali che suscita maggior interesse e sono ormai diverse le applicazioni sperimentate e adottate. La tecnologia Blockchain ha trovato applicazioni in diversi ambiti dove è stata valorizzata per la funzione di tracciabilità e documentazione dei servizi per l’impresa, quali, il supply chain management.
Tale funzione sta trovando declinazione in molteplici ambiti produttivi come appunto il settore agrifood. Sono numerosi i casi in cui si utilizza la Blockchain come “diario di bordo” del processo produttivo o “lavagna in rete” dei dati, dove si registrano e annotano le informazioni sul processo di produzione e/o trasformazione.
Adottando la Blockchain, tutti i protagonisti della filiera garantiscono trasparenza, conoscibilità e attendibilità dei dati relativi al ciclo produttivo (dal trapianto alla raccolta dei frutti) fino al processo di trasformazione e alla distribuzione del prodotto confezionato.
Per gestire i servizi digitali direttamente sui campi di coltura, su cui magari è distribuita una grande quantità di sensori, l’Edge Computing permette di creare un’infrastruttura distribuita di raccolta ed elaborazione vicina alla fonte di dati.
Secondo l’ultima ricerca dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano, il mercato italiano dell’Internet of Things nel 2020 si è attestato su un valore di 6 miliardi di euro. Il comparto con la crescita più significativa è proprio la Smart Agricolture (140 milioni di euro), trainata da soluzioni per il monitoraggio e il controllo di mezzi e attrezzature agricole, macchinari connessi e robot per le attività sul campo.
Importanti applicazioni riguardano l’acquacoltura di precisione, l’agricoltura di precisione, il monitoraggio del bestiame attraverso dispositivi wearable e applicazioni intelligenti in serra. L’agribusiness è ormai un settore ricco di dati e ad alta intensità tecnologica.
Così come in altri comparti industriali, anche nell’agrifood la grande quantità di informazioni si traduce nella possibilità di aumentare il livello di conoscenza, con opportunità di migliorare e ottimizzare tutte le attività che comportano la realizzazione del prodotto finale.
Grazie al binomio Big Data – Intelligenza Artificiale è possibile analizzare, estrapolare e mettere in relazione un’enorme mole di dati, strutturati e non, al fine di scoprire i legami tra fenomeni diversi e prevedere quelli futuri.
“Il settore dell’agrifood sta attraversando profonde trasformazioni che si affiancano alle grandi sfide, come la sostenibilità e i cambiamenti climatici. In questo contesto, la diffusione di nuove tecnologie digitali può contribuire in modo significativo a innovare il comparto agrifood che, nel nostro Paese, non ha solo una rilevanza culturale, ma rappresenta un’importante leva di crescita e sviluppo della nostra economia. Il documento che presentiamo oggi mette in evidenza il ruolo del digitale e delle più importanti tecnologie, che stanno rivoluzionando l’organizzazione del settore e che diventeranno, sempre di più, elementi essenziali per sviluppare un vero piano di industria 4.0 del settore Agrifood”, afferma Agostino Santoni, presidente Confindustria Digitale.
La sfida è quindi attuare effettivamente questi nuovi modelli, sfruttare sistemi di produzione che siano sostenibili, per una domanda che sia effettivamente sostenibile, essere trasparenti nel rapporto con i consumatori e soprattutto portare competenze all’interno dell’intero settore dialogando con scuole e università.