Sono in arrivo i messaggi cifrati tra iOS e Android senza app di terze parti

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Gli utenti iOS potranno finalmente inviare messaggi RCS cifrati agli utenti Android, con in più una completa interoperabilità tra i servizi offerti da Apple e Google come imposto dal Digital Markets Act europeo.

Uno degli aspetti negativi della messaggistica RCS per un certo periodo è stata la mancanza di supporto per la crittografia end-to-end, ma nei giorni scorsi la GSMA ha annunciato che l’ultimo aggiornamento di RCS aggiungerà il tanto atteso livello di sicurezza e che sia Google, sia Apple lo supporteranno. Ciò significa che gli utenti iOS potranno finalmente inviare messaggi RCS cifrati agli utenti Android, con in più una completa interoperabilità tra i servizi offerti da Apple e Google come imposto dal Digital Markets Act europeo.

A partire da RCS Universal Profile 3.0, la crittografia end-to-end attraverso la messaggistica RCS si baserà sul protocollo Messaging Layer Security (MLS) e ciò includerà il supporto per l’utilizzo di E2EE (End-to-end encryption) tra diversi client e provider RCS.

Come si legge nell’annuncio della GSMA, “le nuove specifiche definiscono come applicare l’MLS nel contesto dell’RCS. Queste procedure assicurano che i messaggi e altri contenuti, come i file, rimangano confidenziali e sicuri mentre viaggiano tra i client. Ciò significa che RCS sarà il primo servizio di messaggistica su larga scala a supportare l’interoperabilità E2EE tra le implementazioni client di diversi fornitori. Insieme ad altre caratteristiche di sicurezza uniche come l’autenticazione basata su SIM, E2EE fornirà agli utenti di RCS il massimo livello di privacy e sicurezza per una maggiore protezione da truffe, frodi e altre minacce alla sicurezza e alla privacy”. 

Crediti: Shutterstock

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In una dichiarazione rilasciata a 9to5Mac, Apple afferma di essere “lieta di aver contribuito a guidare” lo sforzo per portare E2EE nel Profilo Universale, affermando che gli aggiornamenti in tal senso di iOS, macOS, iPadOS e watchOS sono imminenti.

La crittografia end-to-end è una potente tecnologia per la privacy e la sicurezza che iMessage ha supportato fin dall’inizio e ora siamo lieti di aver contribuito a guidare uno sforzo trasversale del settore per portare la crittografia end-to-end nel profilo universale RCS pubblicato dalla GSMA. Aggiungeremo il supporto per i messaggi RCS con crittografia end-to-end a iOS, iPadOS, macOS e watchOS nei prossimi aggiornamenti software”, ha dichiarato Apple.

Anche Google supporterà questo standard aggiornato. In una dichiarazione rilasciata a The Verge, l’azienda ha infatti ribadito di aver supportato E2EE in Messaggi per anni e che lavorerà il più rapidamente possibile per implementare questa specifica aggiornata.

“Ci siamo sempre impegnati a fornire un’esperienza di messaggistica sicura e gli utenti di Google Messages hanno avuto a disposizione la messaggistica RCS con crittografia end-to-end (E2EE) per anni. Siamo quindi entusiasti di ricevere queste specifiche aggiornate dalla GSMA e di lavorare il più rapidamente possibile con l’ecosistema mobile per implementare ed estendere questa importante protezione per gli utenti alla messaggistica RCS multipiattaforma”, ha scritto Google.

(Immagine d’apertura: Shutterstock)

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Piuttosto che inserire una backdoor, Apple elimina la protezione dati avanzata in UK

Piuttosto che inserire una backdoor, Apple elimina la protezione dati avanzata in UK
Introdotta da Apple nel 2022, la crittografia end-to-end offerta da ADP per i contenuti di iCloud non è più attiva per i residenti nel Regno Unito.

Apple ha risposto alla richiesta del governo britannico di accedere ai dati dei suoi clienti memorizzati in iCloud disattivando il suo servizio di crittografia end-to-end Advanced Data Protection (ADP) per gli utenti del Regno Unito.

La decisione è arrivata dopo una disputa iniziata all’inizio di questo mese a seguito di notizie secondo cui il Ministero degli Interni britannico aveva richiesto ad Apple una backdoor per accedere ai dati dei cittadini britannici sotto gli auspici dell’Investigatory Powers Bill.

“Siamo molto delusi dal fatto che le protezioni fornite da ADP non saranno disponibili per i nostri clienti nel Regno Unito, considerando anche il continuo aumento delle violazioni dei dati e altre minacce alla privacy dei clienti”, ha dichiarato Apple a The Register.

Secondo Andrew Crocker, direttore dei contenziosi sulla sorveglianza presso l’Electronic Frontier Foundation, “a questo punto la decisione di Apple di disabilitare la funzione per gli utenti del Regno Unito potrebbe essere l’unica risposta ragionevole, ma lascia queste persone alla mercé di malintenzionati e le priva di una tecnologia chiave per la tutela della privacy”.

Introdotta da Apple nel 2022, la crittografia end-to-end (E2EE) offerta da ADP non è quindi più attiva per i residenti nel Regno Unito, il che significa che sia Apple, sia le forze dell’ordine che ottengono un mandato potranno accedere ai dati richiesti senza la necessità di un accesso tramite una backdoor.

Apple backdoor

Apple ha fatto notare che alcuni dati memorizzati in iCloud come le informazioni sanitarie, iMessage e le chiamate FaceTime sono ancora protetti da E2EE, ma i backup di iCloud, l’archiviazione, le foto, le note, i promemoria, i segnalibri di Safari, i collegamenti Siri, i pass di Wallet, i memo vocali e i file della lavagna digitale Freeform non lo saranno più.

Gli utenti britannici che tenteranno di abilitare comunque la funzione visualizzeranno un messaggio di errore, mentre a coloro che la utilizzano attualmente verrà concesso un periodo di tempo limitato per disabilitarla (inoltre, l’accesso a iCloud sarà bloccato per chi non disattiverà l’ADP).

“Come abbiamo detto molte volte in passato, non abbiamo mai creato una backdoor o una chiave master per nessuno dei nostri prodotti o servizi e non lo faremo mai”, ha dichiarato Apple. Il caso più emblematico a tal proposito rimane quello del 2016, quando Apple si oppose all’ordine delle autorità statunitensi di sbloccare l’iPhone di un attentatore della strage di San Bernardino, sostenendo che creare una backdoor avrebbe compromesso la sicurezza di tutti gli utenti. 

Dal canto loro, le autorità britanniche difendono la necessità di un accesso ai dati cifrati, sostenendo che la crittografia sta rapidamente erodendo la capacità di ottenere prove digitali cruciali per le indagini. Senza contare il fatto che il caso britannico solleva preoccupazioni anche a livello internazionale, visto che secondo diversi osservatori anche paesi come l’Australia (e altri) potrebbero seguire l’esempio del Regno Unito, imponendo misure simili alle aziende tech.

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