N-able offre un servizio Managed Detection and Response pensato per gli MSP

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La nuova suite MDR di N-able offre visibilità e collaborazione tra MSP, clienti e, quando necessario, anche con analisti esperti di sicurezza.

N-able ha aggiornato la sua suite di sicurezza con il lancio di N-able Managed Detection and Response (MDR), un’aggiunta che combina una solida piattaforma SecOps con i servizi erogati da esperti per offrire agli MSP un’ampia gamma di funzionalità e un nuovo standard di sicurezza informatica per i loro clienti PMI.

N-able MDR offre visibilità e collaborazione tra MSP, clienti e quando necessario, anche con analisti esperti di sicurezza. Gli utenti delle diverse aziende potranno contare tutti sul medesimo accesso in tempo reale per visualizzare e/o collaborare agli eventi di sicurezza via via che questi si verificano: si tratta di un livello di trasparenza che migliora la sicurezza e aggiunge valore all’offerta degli MSP. Grazie a tecnologie e servizi scalabili, questa soluzione è ideale per MSP di piccole e grandi dimensioni e ha un costo vantaggioso che consente di implementare un solido approccio alla sicurezza senza compromettere la redditività.

La soluzione si integra con gli strumenti di sicurezza e IT esistenti e ne acquisisce i dati. La relativa intelligenza artificiale contribuisce a individuare le minacce che passerebbero altrimenti inosservate e, grazie alle funzionalità di risposta automatizzate e umane, va oltre i semplici alert di minacce per assicurare la rapida applicazione di rimedi. Tramite ricerca delle minacce, gestione delle vulnerabilità, monitoraggio del darknet e supporto della conformità, N-able MDR consente agli MSP di fornire una soluzione per la sicurezza informatica alle aziende dei settori pubblico e privato che spesso hanno difficoltà a trovare e a finanziare i team e le tecnologie necessari per implementare difese avanzate.

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Con la continua carenza di professionisti qualificati in sicurezza informatica, quest’anno si prevede l’aumento della domanda di soluzioni gestite di rilevamento e risposta e ciò porterà opportunità significative per gli MSP. Secondo un recente studio di Canalys, le opportunità di erogare servizi di sicurezza informatica saranno maggiori rispetto alla vendita di tecnologie di sicurezza, con il risultato che i servizi di sicurezza gestiti e i servizi di integrazione dovrebbero essere le aree in più rapida crescita.

Grazie all’aggiunta di un ulteriore livello di esperienza assicurato dagli analisti altamente specializzati che erogano il servizio e a tutte le funzionalità disponibili nella piattaforma, N-able MDR consente ogni tipo di procedura operativa in ambito sicurezza, ovvero ciò che prima era fuori dalla portata di ogni azienda, ad eccezione di quelle più importanti del mondo” ha dichiarato John Pagliuca, Presidente e CEO di N-able. “L’aumento degli alert legati alle sempre più frequenti minacce informatiche, alle normative in crescita e alle difficoltà legate al reperimento di personale adeguato impone alle aziende di affidarsi sempre più spesso a un aiuto esterno”.

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6 organizzazioni su 10 hanno scelto una strategia zero-trust

zero trust
Secondo una nuova ricerca di Gartner, il 63% delle organizzazioni di tutto il mondo ha implementato completamente o parzialmente una strategia zero-trust.

Secondo Gartner, il 63% delle organizzazioni di tutto il mondo ha implementato completamente o parzialmente una strategia zero-trust e, per il 78% di queste, l’investimento in chiave zero-trust rappresenta meno del 25% del budget complessivo per la cybersecurity. Inoltre, il 56% delle organizzazioni sta perseguendo una strategia zero-trust principalmente perché questa è citata come una best practice del settore.

“Nonostante questa convinzione, le aziende non sono sicure di quali siano le top practice per le implementazioni zero-trust” ha dichiarato John Watts, VP Analyst, KI Leader di Gartner. “Per la maggior parte delle organizzazioni, una strategia zero-trust riguarda in genere la metà o meno dell’ambiente aziendale e mitiga un quarto o meno del rischio complessivo dell’impresa”.

In questo scenario, Gartner ha delineato tre raccomandazioni principali per i leader della sicurezza che implementano una strategia zero-trust.

Stabilire l’ambito di applicazione di una strategia zero-trust

Per implementare con successo la strategia zero-trust, le organizzazioni devono capire quanta parte dell’ambiente coprono, quali domini rientrano nell’ambito di applicazione e quanto rischio possono mitigare. L’ambito di una strategia zero-trust non comprende in genere tutto l’ambiente di un’organizzazione. Tuttavia, il 16% degli intervistati ha dichiarato che coprirà il 75% o più, mentre solo l’11% ritiene che coprirà meno del 10% dell’ambiente dell’organizzazione.

“L’ambito è la decisione più critica per una strategia zero-trust”, continua Watts. Il rischio aziendale è molto più ampio dell’ambito dei controlli zero-trust e può essere mitigato solo in misura limitata. Tuttavia, misurare la riduzione del rischio e migliorare la postura di sicurezza è un indicatore chiave del successo dei controlli zero-trust”.

strategia zero-trust

Usare le metriche strategiche e operative zero-trust

Il 79% delle organizzazioni che hanno implementato completamente o parzialmente lo zero-trust ha metriche strategiche per misurare i progressi e di questo 79%, l’89% ha metriche per misurare il rischio. I responsabili della sicurezza devono anche tenere presente il loro pubblico quando comunicano queste metriche. Dalla ricerca di Gartner emerge inoltre che il 59% delle iniziative zero-trust è sponsorizzato dal CIO o dal CEO.

“Le metriche zero-trust devono essere personalizzate per i risultati di zero-trust, invece di riproporre metriche utilizzate per altre aree, come l’efficacia del rilevamento e della risposta degli endpoint“, ha detto Watts. “Gli sforzi in ambito zero-trust si traducono in risultati specifici come la riduzione del movimento laterale del malware su una rete; risultati che spesso non vengono considerati dalle metriche di cybersecurity esistenti”.

Prevedere aumenti di personale e costi, ma non ritardi

Il 62% delle organizzazioni prevede un aumento dei costi e il 41% dei requisiti di personale come risultato di un’implementazione zero-trust. “L’impatto sul budget delle organizzazioni che adottano una strategia di zero-trust varierà in base alla portata dell’implementazione e al grado di solidità della strategia di zero-trust nelle prime fasi del processo di pianificazione. Le iniziative zero-trust incidono intrinsecamente sul budget, in quanto le organizzazioni adottano un approccio sistemico e iterativo per far maturare le proprie policy verso controlli adattivi e basati sul rischio, aggiungendo costi generali al carico operativo continuo dell’organizzazione”.

Anche se solo il 35% delle organizzazioni ha dichiarato di aver riscontrato un fallimento che ha interrotto l’implementazione della strategia zero-trust, le organizzazioni dovrebbero avere un piano strategico zero-trust che delinei le metriche operative e misuri l’efficacia delle politiche zero-trust per ridurre al minimo i ritardi.

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