Amazon Echo sbarca in Europa: più intelligenza artificiale per tutti

amazon echo
Gli speaker intelligenti Amazon Echo ed Echo Dot con al loro interno l’intelligenza artificiale Alexa sono arrivati in Germania e Gran Bretagna.

Alexa, l’intelligenza artificiale creata da Amazon per interagire con l’utente tramite comandi vocali, è approdata finalmente anche in Europa per mezzo dei due appositi dispositivi-speaker Amazon Echo (179,99 euro) ed Echo Dot (59,99 euro).

Entrambi i device sono infatti disponibili da alcune ore sul portale tedesco e britannico di Amazon, mentre si attende ancora il loro sbarco anche in Francia, Spagna e Italia, sebbene al momento non sia possibile sbilanciarsi su tempistiche precise.

Il fatto comunque che Amazon abbia iniziato a portare la propria gamma Echo anche al di fuori degli USA fa ben sperare anche per altri Paesi europei. Alexa, il cuore pulsante di entrambi gli Amazon Echo, permette tramite interazione vocale (da oggi quindi anche in lingua tedesca) di fornire informazioni di vario tipo, riprodurre musica dai vari dispositivi connessi e controllare le principali funzioni di una smart home, come l’accensione e lo spegnimento di lampade, ventilatori e impianti di riscaldamento connessi.

In pratica un tuttofare informativo e smart che possiamo considerare come una versione casalinga e più avanzata dei vari Siri, Cortana e Google Now che invece spopolano a livello mobile.

Non a caso al CES 2017 diverse compagnie hanno annunciato numerosi prodotti casalinghi (e non solo) con al loro interno Alexa e parliamo di colossi come Ford, LG, Whirlpool, GE, Lenovo, Samsung, Hyundai e Huawei, giusto per citare i più importanti. Aspirapolveri, frigoriferi, lavatrici e auto si aggiungeranno così ai due dispositivi Echo nello scenario di questa interazione vocale sempre più precisa e soddisfacente con intelligenze artificiali

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Spesa Internet of Things nel 2016: dominano manifattura e trasporti

cloud iot
IDC ha rilasciato i dati sulla spesa IoT nel 2016 e stimato i cambiamenti nel settore che si avranno da qui al 2020, quando il mercato globale varrà 1.300 miliardi di dollari.

Secondo gli ultimi dati diffusi da IDC sulla spesa IoT nel 2016, l’ammontare di questo settore è stato di 737 miliardi di dollari tra hardware, software, servizi e connettività. Cifre che iniziano a essere decisamente importanti, ma IDC prevede che da qui al 2020 il tasso di crescita annuo del mercato IoT aumenterà in media del 15,6%, tanto che nel 2020 si prevede una spesa complessiva di 1.300 miliardi di dollari.

Nell’anno appena conclusosi sono stati soprattutto il manufacturing (178 miliardi di dollari), i trasporti (78 miliardi) e le utility (69 miliardi) a muovere il maggior numero di investimenti in IoT. Si capisce già da questi dati come l’Internet of Things a livello consumer non sia nei primi posti e nel 2016 si è in effetti assestata in quarta posizione, sebbene nel 2020 sia previsto un avanzamento al terzo posto in classifica.

Nei prossimi anni comunque IDC prevede che gli investimenti maggiori nel settore saranno quelli di stampo cross-industry, ovvero applicazioni IoT che interesseranno tutti i comparti della Internet of Things come le auto connesse, gli smart building e le smart home. A crescere più rapidamente nei prossimi quattro anni saranno invece i settori assicurativo, consumer, sanità e retail.

Spesa IoT nel 2016

È anche interessante notare come, per quanto riguarda i casi specifici di utilizzo di soluzioni IoT nel 2016, ai primi posti della classifica ci siano l’automazione delle attività di manufacturing (102,5 miliardi di dollari investiti), il monitoraggio delle flotte (55,9 miliardi) e le implementazioni di Smart Grid (57,8 miliardi). Le applicazioni legate alla Smart Home raggiungeranno però i 63 miliardi di dollari nel 2020, diventando così quelle con il maggior tasso di crescita nei prossimi anni.

IDC passa poi in rassegna alle categorie di prodotti per i quali si è speso di più. L’hardware la farà da padrone nel 2020 con 400 miliardi di dollari, ma crescerà meno nel corso degli anni rispetto ai tassi più elevati che faranno registrare nell’ordine software, servizi e connettività.

Infine un cenno alla distribuzione geografica della spesa IoT, con l’area Asia/Pacifico che crescerà maggiormente nel periodo preso in esame e con l’Europa Occidentale in cui nel 2020 l’IoT di stampo consumer arriverà al secondo posto subito dopo il manufacturing, superando sia i trasporti, sia le utility.

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