Anthropic sbircia le chat degli utenti per capire come useremo la IA per lavorare

L’Anthropic Economic Index è una nuova iniziativa dell’azienda IA americana volta a monitorare l’impatto dei sistemi di intelligenza artificiale sul mercato del lavoro e sull’economia. La prima edizione della ricerca, basata su milioni di conversazioni anonimizzate su Claude.ai, offre un’analisi inedita sull’integrazione dell’IA in compiti reali attraverso diversi settori economici. Il dataset utilizzato è stato reso pubblico per incentivare la ricerca e ampliare le scoperte e, per sviluppare risposte adeguate alla trasformazione del mercato del lavoro, Anthropic invita economisti, esperti di politiche e ricercatori contribuire all’Index.
Per realizzare la ricerca, è stato utilizzato Clio, uno strumento di analisi automatizzata che permette di analizzare le conversazioni con Claude preservando la privacy degli utenti. Clio ha analizzato circa un milione di conversazioni di utenti Free e Pro su Claude.ai e le ha organizzate per compito professionale, utilizzando la classificazione dell’Occupational Information Network (ONET) del Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti, un database di circa 20.000 compiti specifici legati al lavoro. Clio ha quindi abbinato ogni conversazione al compito ONET che meglio rappresentava il ruolo dell’AI nella conversazione, raggruppando poi i compiti in professioni e le professioni in categorie generali.
Sono tre i principali risultati emersi dal report:
- Concentrazione attuale dell’uso: L’utilizzo dell’IA è attualmente concentrato in attività di sviluppo software e scrittura tecnica. Circa il 36% delle professioni vede l’IA impiegata in almeno un quarto delle attività associate, mentre solo il 4% delle professioni la utilizza in tre quarti delle attività
- Prevalenza del potenziamento: L’IA viene utilizzata maggiormente per il potenziamento (57%) per aumentare e migliorare le capacità umane rispetto all’automazione (43%), dove l’IA esegue direttamente i compiti. Nella maggior parte dei casi, l’IA non viene quindi utilizzata per sostituire le persone, ma per collaborare con loro in attività come la convalida, l’apprendimento e l’iterazione dei compiti.
- Uso più frequente in professioni con salari medio-alti: L’IA è più diffusa in compiti associati a professioni con salari medio-alti, come programmatori e data scientist, mentre è meno presente nei ruoli con salari più bassi e più alti. Ciò riflette probabilmente sia i limiti attuali delle capacità dell’IA, sia le barriere pratiche al suo utilizzo.
Scendendo più nel dettaglio dei risultati, si scopre che i compiti e le professioni con la maggiore adozione di IA rientrano nella categoria “informatica e matematica” (37,2% delle query), che comprende principalmente ruoli di ingegneria del software. La seconda categoria più grande è “arte, design, sport, intrattenimento e media” (10,3%), che riflette principalmente l’uso di Claude per vari tipi di scrittura e editing. Le professioni che richiedono un alto grado di lavoro fisico, come quelle nella categoria “agricoltura, pesca e silvicoltura” (0,1%), sono state invece le meno rappresentate.
Interessante anche il fatto che solo il 4% circa dei lavori abbia visto l’uso dell’IA nella maggior parte dei compiti associati. Tuttavia, un uso più moderato dell’AI è molto più diffuso, con circa il 36% dei lavori che ha avuto un certo uso dell’IA in almeno il 25% dei suoi compiti.
Lo studio di Anthropic presenta però alcune limitazioni. Ad esempio, non si può sapere con certezza se qualcuno che utilizza Claude per un compito lo abbia fatto per lavoro o per hobby, oltre al fatto che non si conosce l’utilizzo specifico delle risposte di Claude (copia-incolla di codice, verifica dei fatti, ecc.). Inoltre, sono stati analizzati solo i dati dei piani Free e Pro di Claude.ai ed è anche possibile che Clio abbia classificato erroneamente alcune conversazioni.
Resta il fatto che l’uso dell’IA è in rapida espansione e che i modelli stanno diventando sempre più capaci. Il quadro del mercato del lavoro potrebbe quindi cambiare rapidamente ed è per questo che Anthropic ripeterà le analisi nel tempo per monitorare i cambiamenti socio-economici e pubblicherà regolarmente i risultati e i dataset associati come parte dell’Anthropic Economic Index.
L’azienda IA guidata dal CEO e co-fondatore Dario Amodei tiene però a precisare che la ricerca non fornisce indicazioni politiche. “Le risposte alle domande su come prepararsi all’impatto dell’IA sul mercato del lavoro non possono provenire direttamente dalla ricerca, ma deriveranno da una combinazione di prove, valori ed esperienze da ampie prospettive. Non vediamo l’ora di utilizzare la nostra nuova metodologia per fare più luce su queste questioni”, si legge al termine del report.
In questo senso la decisione di Anthropic di rendere pubblici i dataset utilizzati permetterà alla comunità scientifica di approfondire ulteriormente questi temi, con un approccio equilibrato e basato su evidenze empiriche che sarà determinante per gestire efficacemente la rivoluzione che già adesso l’IA sta portando nel mondo del lavoro.