Claude 3.7 di Anthropic sta conquistando i programmatori. Ma li sostituirà in futuro?

Anthropic sta adottando una strategia aziendale incentrata sulla programmazione, probabilmente l’ambito più redditizio per l’IA in ambito enterprise. Non è un caso che Claude si stia posizionando come l’LLM più rilevante in questo settore, ancora più di GPT o Gemini.
In particolare, Claude 3.7 Sonnet, disponibile da sole due settimane, ha stabilito nuovi record di riferimento per le prestazioni nella programmazione e, nello stesso periodo, Anthropic ha lanciato Claude Code, un agente AI da riga di comando che aiuta gli sviluppatori a creare applicazioni più rapidamente. A ottobre era invece toccato a Computer Use, che permette a Claude di interagire con il computer dell’utente utilizzando il browser per cercare sul web, aprire applicazioni e inserire testo. Cursor, un editor di codice potenziato dall’IA che utilizza per impostazione predefinita proprio Claude, ha inoltre raggiunto in soli 12 mesi un fatturato annuo ricorrente stimato in 100 milioni di dollari.
L’attenzione mirata di Anthropic sulla programmazione arriva in un momento in cui le aziende riconoscono sempre più il valore degli agenti AI per il coding, che permettono agli sviluppatori esperti e non di realizzare applicazioni con una velocità ed efficienza senza precedenti. “Anthropic continua a imporsi come leader” ha dichiarato Guillermo Rauch, CEO di Vercel, un’altra azienda in forte crescita che consente agli sviluppatori di distribuire applicazioni front-end. Lo scorso anno, dopo un’attenta valutazione delle prestazioni sui compiti di coding più critici, Vercel ha sostituito il modello GPT di OpenAI con Claude come modello principale per la programmazione.
Dopotutto, basterebbe guardare i numeri per dare ragione a Rauch. Claude 3.7 Sonnet è il leader in quasi tutti i benchmark di programmazione. Ha ottenuto ad esempio un impressionante 70,3% nel test SWE-bench, che valuta le capacità di sviluppo software di un agente AI, superando nettamente i concorrenti più vicini, ovvero o1 di OpenAI (48,9%) e DeepSeek-R1 (49,2%). Inoltre, si è dimostrato superiore agli altri modelli anche nei compiti agentici.
Le community di sviluppatori hanno rapidamente verificato questi risultati nei test reali. Su Reddit, i confronti tra Claude 3.7 e Grok 3, il nuovo modello di xAI, favoriscono costantemente il modello di Anthropic per i compiti di programmazione. Persino Manus, il nuovo agente multiuso cinese che ha suscitato non poco clamore nei giorni scorsi, è stato in gran parte sviluppato su Claude.
Interessante anche ciò che Anthropic ha scelto di non fare. A differenza dei concorrenti che cercano di eguagliarsi funzionalità dopo funzionalità, il creatore di Claude non ha nemmeno integrato una funzione di ricerca web nella sua app, una caratteristica basilare attesa dalla maggior parte degli utenti. Questa omissione calcolata indica chiaramente che Anthropic non sta puntando al mercato dei consumatori generici, ma è focalizzata quasi esclusivamente sulle aziende, dove le capacità avanzate di coding offrono un ritorno sull’investimento (ROI) molto più elevato rispetto alla semplice ricerca sul web.
Lunga (o corta) vita ai programmatori?
I risultati di Claude 3.7 Sonnet sono talmente convincenti che diversi esperti del settore tecnologico stanno esprimendo opinioni sempre più contrastanti sull’impatto dell’IA per quanto riguarda la programmazione. Jensen Huang, CEO di NVIDIA, ha dichiarato che la programmazione potrebbe essere presto obsoleta a causa dell’IA, suggerendo ai giovani di orientarsi verso settori più sicuri come la biologia, l’educazione, la manifattura e l’agricoltura.
Anche Dario Amodei, CEO di Anthropic, ha previsto un impatto significativo dell’IA sulla programmazione, tanto che “nei prossimi 3-6 mesi l’IA potrebbe scrivere il 90% del codice e, nel giro di un anno, potrebbe occuparsi quasi completamente dello sviluppo software”. Mike Krieger, co-fondatore di Instagram e Chief Product Officer di Anthropic, ha ribadito questo concetto, sottolineando che i programmatori del futuro potrebbero limitarsi a revisionare il codice generato dall’IA piuttosto che scriverlo da zero.
Tuttavia, lo studio Work Trend Index di Microsoft offre una prospettiva diversa, sostenendo che l’IA sta creando nuove opportunità di lavoro. Le aziende sono infatti sempre più interessate a professionisti con competenze in IA, con un aumento di 142 volte dei membri LinkedIn che aggiungono competenze come Copilot e ChatGPT ai loro profili.
Non va però dimenticato che l’IA, almeno per il momento, manca del tocco umano e che molte aziende che hanno ridotto il personale a favore dell’IA stanno scoprendo che il lavoro prodotto richiede una revisione umana per correggere errori e migliorare la qualità. Il futuro della programmazione rimane quindi incerto. Sebbene l’IA stia trasformando profondamente il settore grazie (o a causa) di strumenti come Claude 3.7 Sonnet, la necessità di supervisione umana e la capacità di risolvere problemi complessi potrebbero garantire un ruolo stabile per gli sviluppatori, almeno nel medio termine.