IBM infonde l’intelligenza artificiale nel database Db2

database Db2
La versione 11.5 del database Db2 di IBM aggiunge driver per i linguaggi principali dell'intelligenza artificiale per facilitare lo sviluppo di app di AI con Db2.

IBM ha annunciato un importante aggiornamento del database Db2 che permetterà alle imprese di utilizzare l’intelligenza artificiale e la scienza dei dati nei loro processi di gestione dei database, con l’obiettivo di integrare con maggior facilità l’AI nelle applicazioni e ottenere analisi dai dati più approfondite.

Tra i diversi miglioramenti della versione 11.5 di Db2 va ricordato il supporto integrato per lo sviluppo della scienza dei dati. Grazie ad una serie di nuovi driver per svariati framework e linguaggi di programmazione open source, gli sviluppatori potranno analizzare e costruire più semplicemente modelli di apprendimento automatico all’interno di applicazioni che utilizzano Db2. I miglioramenti sono progettati per aiutare gli sviluppatori di Db2 a scrivere più facilmente applicazioni che richiedono una minor gestione, sono più resilienti in caso di interruzioni di corrente e in grado di aumentare la produttività.

“Oggi, le aspettative che riguardano i database sono maggiori,” afferma Prasun Mahapatra, amministratore senior di database presso Micro Focus, nonché utente di Db2. “I database devono essere più intelligenti. Utilizzando Db2 come nuovo database per l’intelligenza artificiale, gli utenti potranno ottimizzare diverse funzionalità, dall’utilizzo di strutture dati, a memoria e disco, fino alle ricerche più complesse. E l’accesso a un tale set completo di Jupyter Notebook permetterà inoltre agli utenti di avviare lo sviluppo di Db2.”

I linguaggi supportati sono Go, Ruby, Python, PHP, Java, Node.js, Sequelize. Inoltre è disponibile il supporto a noti framework come Visual Studio Code e Jupyter Notebook. Gli ultimi driver e codici sorgente sono ora disponibili su GitHub.

Un’altra novità introdotta nel Db2 11.5 è la nuova funzione Augmented Data Explorer per la ricerca di linguaggi naturali, progettata per offrire agli sviluppatori un’esperienza di ricerca analoga a quella di un motore di tipo convenzionale. Gli utenti possono porre domande a Db2 e ricevere risposte sotto forma di visualizzazioni di dati e riepiloghi scritti in linguaggio naturale per una migliore comprensione. Inoltre, lo strumento, che è containerizzato per una più facile adozione e gestione, offre una visualizzazione dinamica in grado di rendere più veloce l’esplorazione dei dataset durante la realizzazione delle applicazioni.

Oltre a queste innovazioni, gli sviluppatori e gli utenti di Db2 saranno in grado di utilizzare le nuove funzionalità grazie alla tecnologia di IBM Data Virtualization, già disponibile con IBM Cloud Private for Data. Data Virtualization è progettata per permettere agli utenti di ricercare dati in modo semplice utilizzando diverse fonti.

mercato analytics

Grazie a questa tecnologia, gli sviluppatori e gli ingegneri informatici potranno concentrarsi sullo sviluppo, riducendo il tempo necessario per estrarre, trasformare e caricare processi associati al trasferimento dei dati. Db2 include ora anche il supporto BlockChain che consente agli sviluppatori di applicazioni di estrarre dati direttamente da una BlockChain e di combinare tali dati con altri fonti di dati per analisi o pannelli di controllo.

I miglioramenti apportati per il linguaggio e le nuove funzionalità introdotti fanno parte di una strategia più ampia volta a far evolvere ulteriormente la gamma di soluzioni Db2 per IBM Hybrid Data Management nell’era dell’intelligenza artificiale. Per aumentare la propria velocità operativa, le organizzazioni sono alla ricerca di metodi in grado di ridurre i processi costosi e dispendiosi per preparare i dati da analizzare e per scrivere applicazioni.

Con Db2 11.5, IBM ha inoltre snellito il portafoglio di offerta in tre edizioni che condividono la stessa base di codice comune: Db2, Db2 Standard e Db2 Advanced.

  • IBM Db2 è scaricabile gratuitamente per eseguire test e per i singoli sviluppatori di applicazioni che intendono progettare, realizzare, testare e creare prototipi di applicazioni per l’utilizzo su piattaforme client o server di Db2. Questa edizione include tutte le funzionalità di Db2 ma con specifiche limitazioni hardware.
  • Db2 Standard è progettato per sistemi di produzione in aziende di medie dimensioni e dipartimenti di grandi organizzazioni.
  • Db2 Advanced è invece ideato per imprese di medie-grandi dimensioni e ottimizzato per carichi di lavoro analitici, transazionali ed operativi. Db2 Advanced non presenta limiti di calcolo o spazio di archiviazione e può essere utilizzato su server fisici e virtuali. Viene fornito nell’ambito della IBM Hybrid Data Management Platform e permette agli amministratori di accedere a funzionalità che vanno oltre il database transazionale con grande facilità.

Ogni edizione condivide la stessa base di codice comune e gli utenti possono quindi facilmente eseguire l’upgrade e scalare dall’edizione gratuita a quella Standard ed Advanced, in base alle proprie esigenze. Per gli attuali clienti Db2, tutte le licenze possono essere convertite nella versione 11.5 di Db2.

Infine, Db2 11.5 presenta un motore SQL comune aggiornato che permette agli utenti di accedere ai dati da un numero crescente di fonti dati. Per esempio, con Db2 11.5, gli utenti possono accedere ai dati da qualsiasi offerta per uso domestico di Db2 esistente, incluso IBM Db2 Warehouse, IBM Db2 Big SQL, IBM Integrated Analytics System e i sistemi esistenti di IBM PureData for Analytics (Netezza). Inoltre, gli utenti Db2 possono accedere a Oracle, Teradata, e Microsoft SQL Server, nonché alle nuove fonti cloud come Amazon Redshift.

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Cinque consigli per interagire con assistenti vocali e chatbot

chatbot
Spitch ha stilato un elenco di semplici accortezze che gli utenti dovrebbero seguire per interagire al meglio con assistenti vocali & chatbot.

Le interfacce conversazionali, quali chatbot e assistenti vocali, sono sempre più sfruttate dalle aziende di qualsiasi settore come supporto per il customer care. È ormai comune “incappare” in un operatore telefonico non umano quando si vuole ricevere assistenza riguardo un prodotto o servizio, prenotare una visita medica oppure accedere alla propria posizione bancaria.

I consumatori, però, sanno come interagire al meglio con un bot? Non sempre, o almeno non tutti. Proprio per questo Spitch, azienda internazionale specializzata nello sviluppo e implementazione di soluzioni di tecnologia vocale, ha analizzato le principali inesattezze e i timori degli utenti nell’interfacciarsi con gli assistenti virtuali, stilando una lista di cinque utili consigli per rapportarsi al meglio.

1 – Vai dritto al punto senza perderti in convenevoli

Le più avanzate applicazioni di tecnologia vocale, basate su AI e machine learning, garantiscono un’esperienza così realistica da far credere di avere a che fare con una persona umana: il rischio per l’utente, è di essere troppo cortese. Perdere tempo in convenevoli, salutare il bot ed essere tentati di raccontare la storia della propria vita … tutto questo potrebbe confondere la tecnologia (ma anche un operatore umano con poco tempo a disposizione!).

2 – Non sentirti oggetto di valutazione

Non pensare di avere dall’altro lato qualcuno che ti giudichi, o che ascolti i “fatti tuoi”, lasciandoti intimidire nell’esporre questioni personali o errori banali. L’assistente virtuale è stato progettato per garantire una conversazione totalmente riservata, soprattutto quando parli di questioni finanziarie o di salute. Evitare per pudore o diffidenza di citare alcune circostanze potrebbe mettere in difficoltà il povero assistente che rischierebbe di darti una risposta incompleta o inesatta. E sii aperto e sincero: potrebbe essere attivata la sentiment analysis, che aiuta l’azienda e il call center a comprendere quanto sono graditi i loro servizi, e si basa sulle tue sensazioni reali.

customer experience

3 – Rilassati subito: non dovrai più aspettare

Rilassati, non partire prevenuto o nervoso ed evita di sfogare inutilmente con un bot la tua ira per un eventuale disservizio. Rincuorati soprattutto perché, grazie all’automazione del customer care, puoi dire addio alle attese infinite per parlare con l’operatore. Le più raffinate tecnologie sono infatti in grado di gestire la maggior parte delle questioni autonomamente, riservando l’intervento umano solo a quelle più complesse e che realmente lo necessitano.

4 – Non temere per la sicurezza (quando il sistema è valido)

Attraverso le interfacce vocali ci si può persino autenticare con la propria voce, accedendo per esempio alla propria posizione bancaria e assicurativa: dimentica però dubbi e perplessità. In effetti, considerando che anche le password tradizionali vengono spesso hackerate, la biometria vocale offre un ottimo livello di sicurezza; è difficile da replicare, soprattutto considerando processi text independent (ovvero dal vivo), è trasparente e fruibile da qualsiasi telefono, poiché il tradizionale canale telefonico trasporta un audio di altissima qualità. In più, è molto più semplice rispetto a impronte digitali o face recognition.

5 – Sii chiaro, preciso e sintetico quando parli

Tra le interfacce conversazionali, i chatbot meritano un capitolo a parte; navigando su siti e app è sempre più comune veder spuntare il classico pop-up che invita alla conversazione. Quando si chatta con un bot valgono le stesse regole di quando gli si parla, chiarezza, precisione e sintesi; avrai un risultato sicuro, se provider e azienda hanno sviluppato una soluzione valida.

“Gli assistenti virtuali sono progettati per rendere l’esperienza utente più efficiente e piacevole. Come sempre, è però necessario mettere la tecnologia in condizione di poterci aiutare, seguendo alcune semplici accortezze che abbiamo provato a raccogliere in una sorta di galateo delle interfacce conversazionali” commenta Piergiorgio Vittori, Country Manager Italy di Spitch.

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