La Deep Research è anche sugli LLM Gemini, Perplexity e in open source su Hugging Face

Negli ultimi tempi, l’attenzione nel mondo dell’IA si è concentrata su OpenAI e DeepSeek, in particolare sulla modalità Deep Research di OpenAI basata sul LLM o3. Questo strumento consente di condurre ricerche approfondite sul web e generare report dettagliati con riferimenti ben citati, ma il costo per accedervi (attualmente riservato agli utenti ChatGPT Pro a 200 dollari al mese) ne limita non poco la diffusione. Sam Altman, CEO di OpenAI, ha annunciato non a caso la possibilità di un accesso più ampio, senza però fornire dettagli precisi sui costi futuri.
I tre contendenti non hanno perso tempo
Tuttavia, esiste un’alternativa immediatamente disponibile e decisamente più accessibile, ovvero il Deep Research di Google integrato nel chatbot Gemini tramite il piano Google One AI Premium. Questo servizio, basato sul modello Gemini 1.5 Pro, offre funzionalità analoghe a quelle di OpenAI per soli 20 dollari al mese (e con un mese di prova gratuita).
L’accesso al servizio avviene tramite il portale gemini.google.com. Dopo aver selezionato la modalità “1.5 Pro con Deep Research”, l’utente può inserire una richiesta e ottenere un piano di ricerca strutturato, che può essere modificato prima di avviare l’analisi. L’agente IA raccoglie informazioni da fonti affidabili e genera un report dettagliato, pronto per essere esportato su Google Docs con un solo clic. Questa integrazione con l’ecosistema Google rappresenta senza dubbio un vantaggio per chi già utilizza Google Workspace.
Nei test effettuati, Deep Research ha dimostrato di essere uno strumento efficace per ricerche complesse. Ha infatti generato report ben strutturati su argomenti che spaziano dalla scienza dei materiali ai cicli economici, dalla produzione industriale ai fenomeni sociali, con in più la capacità di affrontare argomenti controversi che altre IA evitano. Ad esempio, è in grado di esaminare temi delicati come il conflitto israelo-palestinese o l’evoluzione dell’identità di genere, elaborando risposte basate su fonti diversificate.
Anche per i professionisti e le aziende, Google Deep Research rappresenta un assistente prezioso. Può infatti supportare la creazione di strategie aziendali, l’analisi di trend di mercato e la documentazione di progetti industriali, ottimizzando il tempo di ricerca e migliorando l’efficienza decisionale.
A Google e a OpenAI si è affiancata recentemente anche Perplexity, la cui versione del Deep Research esegue una ricerca web basata sulla query dell’utente, legge i risultati, li analizza e li elabora e, come ultimo passaggio, prepara un report completo, il tutto in meno di 3 minuti per la maggior parte delle ricerche.
Inoltre, è possibile esportare il report finale in formato PDF o documento, o di trasformarlo in una Perplexity Page da condividere con colleghi e amici. Gli utenti Pro di Perplexity hanno accesso illimitato alla feature, mentre quelli free devono accontentarsi di un numero limitato di query al giorno. Al momento, Deep Research, selezionabile dal selettore di modalità nella casella di ricerca, è disponibile solo tramite browser Perplexity, ma presto arriverà anche sulle app per iOS, Android e Mac.
Il terzo rivale è Hugging Face. La sua versione open source e gratuita chiamata Open DeepResearch (qui l’attuale versione demo) ha già eguagliato le prestazioni della modalità di OpenAI a una frazione del costo, con l’obiettivo finale di raggiungere la parità con Deep Research sul benchmark GAIA. Al momento, Hugging Face ha ottenuto un punteggio medio del 55,15% rispetto al 67,36% della modalità di OpenAI, ma trattandosi di un progetto appena partito è già un risultato notevole.