Microsoft al lavoro su LLM con reasoning: si allentano i legami con OpenAI?

Secondo quanto riportato nei giorni scorsi da The Information, Microsoft sta sviluppando modelli interni di intelligenza artificiale per il ragionamento (reasoning) con lo scopo di competere con OpenAI e di venderli agli sviluppatori. Sempre secondo The Information, inoltre, Microsoft, che pure ha da sempre sostenuto OpenAI con sostanziosi investimenti, ha iniziato a testare gli LLM di xAI, Meta e DeepSeek come potenziali sostituti di quelli di OpenAI per Copilot.
Già Reuters a fine 2024 aveva riportato la notizia secondo il colosso di Redmond voleva integrare LLM interni e di terze parti in Microsoft 365 Copilot, con l’obiettivo di diversificare l’offerta di modelli IA di e ridurre i costi. Un deciso cambiamento di rotta se pensiamo che al lancio di 365 Copilot nel 2023 uno dei principali punti di forza sbandierati da Microsoft era proprio l’utilizzo del modello GPT-4 di OpenAI.
Sembra insomma che Microsoft stia cercando di ridurre la propria dipendenza dall’azienda AI guidata da Sam Altman, nonostante la sua collaborazione iniziale con il creatore di ChatGPT l’abbia messa in una posizione di leadership tra i colossi tecnologici nella redditizia corsa all’IA.
Secondo The Information, la divisione IA di Microsoft guidata da Mustafa Suleyman ha completato l’addestramento di una famiglia di modelli (nome in codice MAI), che si avvicinerebbero alle prestazioni dei modelli leader di OpenAI e Anthropic nei benchmark più comuni.
Il team sta inoltre addestrando modelli di ragionamento che utilizzano tecniche chain-of-thought (un processo che genera risposte con capacità di ragionamento intermedie nella risoluzione di problemi complessi), che potrebbero competere direttamente con quelli di OpenAI.
Il team di Suleyman, al posto dei modelli di OpenAI in Copilot, starebbe inoltre già sperimentando l’utilizzo dei modelli MAI, molto più grandi rispetto alla precedente famiglia di modelli Microsoft chiamata Phi. Microsoft starebbe infine valutando la possibilità di rilasciare i modelli MAI entro la fine dell’anno come API, consentendo così agli sviluppatori di integrarli nelle proprie applicazioni.
(Immagine d’apertura: Shutterstock).