Apple Vision Pro: appuntamento (negli USA) a febbraio?

apple vision pro
L’uscita del visore “ibrido” Vision Pro di Apple, annunciato lo scorso giugno alla WWDC 2023, potrebbe essere molto vicina.

L’uscita del visore “ibrido” Vision Pro di Apple, annunciato lo scorso giugno alla WWDC 2023, potrebbe essere molto vicina. Come riporta Mark Gurman su Bloomberg, l’arrivo negli Apple Store americani (per ora l’uscita riguarda solo gli USA) parrebbe infatti fissato per febbraio e, considerando il prezzo di 3499 dollari e la nicchia di mercato che andrebbe a coprire, non si prevede un lancio in grande stile (almeno come unità disponibili). Secondo Gurman, portare un dispositivo simile sul mercato rappresenta un’impresa complessa, che implica la preparazione dei dipendenti degli Apple Store per mostrare al pubblico il visore e, in cerci casi, persino per fornire le giuste lenti per chi porta gli occhiali.

Il lancio della prima nuova piattaforma hardware di Apple dopo anni include anche il nuovo sistema operativo visionOS, la cui prossima versione secondo Gurman è attesa per il prossimo insieme ai consueti aggiornamenti software per Mac, iPhone e iPad. Un altro elemento che lascia presagire un’uscita di Vision Pro a breve è il recente rilascio di iOS 17.2, che consente all’iPhone 15 Pro di registrare video in 3D con una risoluzione di 1080p a 30 fotogrammi al secondo, per riprodurre i quali sarà appunto necessario il Vision Pro.

Anche gli sviluppatori si stanno preparando al lancio del visore, con una nota di Apple dei giorni scorsi che li invita a “tenersi pronti”. Ovviamente, c’è sempre la possibilità di un ritardo, ma la produzione in Cina è in corso a pieno ritmo da settimane, con l’intenzione di avere unità pronte proprio per la fine di gennaio/inizio febbraio.

Ma esattamente cos’è Vision Pro? Si tratta di un visore per la realtà mista, in grado cioè sia di funzionare con contenuti in realtà virtuale, sia con quelli in realtà aumentata (come l’attuale Quest 3 di Meta). In realtà, il discorso è molto più complesso e sfumato ed è anche per questo che Apple ha atteso così tanto e investito così pesantemente (oltre 5000 brevetti utilizzati) per realizzare questo costoso e avveniristico visore. Il mondo digitale 3D e l’interfaccia utente vengono controllati con gli occhi, le mani (tramite gesture) e la voce (comandi vocali a Siri). Ad esempio, si può aprire un’applicazione premendola virtualmente con il dito e navigare muovendo il polso.

Apple-Vision-Pro-SDK-availability-developer-lifestyle_big.jpg.large_2x

“Vision Pro segna l’inizio di una nuova era per l’informatica”, ha dichiarato il CEO di Apple, Tim Cook alla WWDC 2023 di giugno. “Proprio come il Mac ci ha introdotto al personal computing e l’iPhone al mobile computing, Apple Vision Pro ci introduce allo spatial computing. Costruito sulla base di decenni di innovazioni Apple, Vision Pro è anni avanti e diverso da qualsiasi cosa creata prima, con un nuovo sistema di input rivoluzionario e migliaia di innovazioni. Questo visore permetterà esperienze incredibili per i nostri utenti e nuove ed entusiasmanti opportunità per i nostri sviluppatori”.

Vision Pro è dotato di due display micro-OLED con un totale di oltre 23 milioni di pixel (più del doppio di due TV 4K) e supporto per l’HDR, oltre a diversi sensori e, non ultimo, uno schermo esterno in grado di mostrare gli occhi dell’utente al mondo esterno quando ci sono persone nelle vicinanze. Un modo, a detta di Apple, per non escludere completamente chi indossa il Vision Pro da ciò che lo circonda, tanto che un sensore capisce se qualcuno si sta avvicinando e, automaticamente, lo fa entrare nel campo visivo di chi sta utilizzando il visore.

Per quanto riguarda l’audio, Apple Vision Pro utilizza il ray-tracing audio che misura i percorsi dei suoni nell’ambiente circostante. Il suono viene ricreato in audio spaziale all’interno di Vision Pro, che viene calibrato in base alla forma delle orecchie dell’utente utilizzando la fotocamera dell’iPhone. All’interno del Vision Pro trovano posto un potente SoC M2 e il nuovo chip R1 realizzato appositamente per il visore, che si occupa di gestire tutti gli input dei sensori provenienti da 12 telecamere, 5 sensori e 6 microfoni e che trasmette le immagini ai due display in appena 12 millisecondi.

vision pro

Una delle esperienze che Apple ha evidenziato con più enfasi è il fatto che Vision Pro ricrea davanti agli occhi dell’utente un grande schermo virtuale (fino a 30 metri) che può essere utilizzato ovunque in ambienti simulati come lo spazio. Questo schermo virtuale può essere utilizzato per guardare film e video da Apple TV+ e altri servizi di streaming. Se combinato con l’audio spaziale, equivale ad avere un sistema home theater personale di altissima qualità.

Altri casi d’uso mostrati da Apple comprendono la possibilità di lavorare con le app di macOS avendo di fronte un desktop virtuale di grandi dimensioni e con una qualità visiva elevatissima, visualizzare le fotografie, comunicare virtualmente con altre persone e molto altro ancora. Apple Vision Pro supporta la tastiera e il trackpad di Apple per le attività lavorative e, in questo caso, è equivalente a lavorare su un display 4K.

Il cuore software di Vision Pro è il sistema operativo visionOS, che va così ad aggiungersi ai vari iOS, iPadOS, macOS, watchOS e tvOS e che è stato sviluppato da Apple appositamente per lo spatial computing. Dotato di un proprio app store, visionOS è, a detta di Cook, “l’inizio di una piattaforma completamente nuova”. Al momento del lancio di Vision Pro, centinaia di migliaia di app di iPadOS e iOS saranno compatibili e potranno essere eseguite direttamente su visionOS. Il visore può essere collegato a una presa di corrente, ma ovviamente c’è anche una batteria separata, che in questo caso si collega a Vision Pro con un cavo e offre un’autonomia massima di 2 ore (questo è forse l’aspetto meno convincente del visore).

La sicurezza e la privacy sono garantite dalla nuova tecnologia Optic ID, che scansiona l’iride dell’utente per sbloccare il visore ed eseguire tutte le azioni che siamo soliti fare tramite TouchID e FaceID. Apple ha inoltre precisato che i dati relativi alla posizione dello sguardo dell’utente non vengono condivisi con le app o con Apple stessa e ciò vale anche per gli input provenienti dalle fotocamere e dagli altri sensori.

Aziende:
Apple
Condividi:
 

Le app di Office arrivano sui visori Meta Quest: è questo il futuro della produttività?

Le app di Office arrivano sui visori Meta Quest: è questo il futuro della produttività?
Da alcuni giorni chi ha un visore Meta Quest può scaricare gratuitamente le tre principali app di Office usarle in realtà virtuale/aumentata. Sarà questo il futuro della produttività?

Dicembre si sta rivelando uno dei mesi più ricchi di soddisfazioni per i possessori del visore VR/AR Meta Quest 3. Non solo infatti il 13 dicembre è arrivata l’app di Xbox Game Pass, ma subito dopo è toccato alla suite Office approdare sullo store di Meta Quest.

Tutto ciò che serve per utilizzare le app della suite di produttività è un account Microsoft e uno dei quattro visori Meta disponibili. Oltre al più recente Quest 3, sono infatti supportati l’Oculus Quest originale, il Meta Quest 2 e il Meta Quest Pro. Se avete uno di questi modelli, basta andare sullo store di Meta Quest e scaricare gratuitamente le applicazioni di PowerPoint, Excel e Word.

Ciascuna applicazione è molto piccola (circa 1,3 MB ciascuna) e sarà sufficiente accedere al proprio account Microsoft una sola volta per poter utilizzare tutte e tre le app. Microsoft ha mantenuto queste tre applicazioni molto piccole perché vengono tutte eseguite nel cloud. Ciò consente sia di mantenere prestazioni elevate con tutti e quattro i visori (anche il più datato Oculus Quest), sia di passare rapidamente da un’app all’altra toccando le icone sulla barra dei menu nella parte inferiore dell’interfaccia utente del visore.

È anche possibile eseguire tutte e tre le applicazioni contemporaneamente tenendo premuta l’icona di ciascuna app sulla barra in basso e trascinandola in una delle tre posizioni disponibili per la finestra. Per utilizzare un mouse e una tastiera Bluetooth con queste (e altre applicazioni Quest), basta accedere alle Impostazioni di Meta Quest, toccare Dispositivi dall’elenco e seguire le istruzioni per abbinare al visore la tastiera e il mouse Bluetooth. Lo precisiamo perché, con un visore sulla testa, è ovviamente molto più facile interfacciarsi con applicazioni simili utilizzando mouse e tastiera che non con i controller standard, soprattutto se si ha a che fare con un foglio di calcolo.

Questo di Office è il secondo step (dopo Xbox Game Pass) nella roadmap decisa lo scorso anno da Meta e Microsoft per una partnership che prossimamente porterà sui visori Quest anche Azure e persino Windows 11. Bisognerà ora vedere quanto pratico, comodo e produttivo sarà utilizzare le app di Office su un visore VR o AR, ma è indubbio che l’attenzione verso questo scenario di “spatial computing” sia sempre più alta, soprattutto alla vigilia dello sbarco negli USA del visore Vision Pro di Apple, che almeno teoricamente promette interessanti (e forse persino rivoluzionari) casi d’uso per la produttività sul posto di lavoro e, ovviamente, per l’intrattenimento.

office meta quest

Con l’arrivo di prossimi visori dotati di una risoluzione più elevata e capacità di passthrough ancora migliori, lavorare in VR o AR (o un mix delle due tecnologie) potrebbe in effetti offrire nuovi potenziali guadagni in termini di produttività sia come configurazione multi-monitor, sia con funzionalità software uniche progettate per l’ambiente di realtà mista.

Dopotutto, gli strumenti di produttività di Office, in particolare Word ed Excel, si stanno evolvendo in strumenti collaborativi in tempo reale basati su cloud; portare questi strumenti su dispositivi di realtà mista come Quest 3/Quest Pro è un passo successivo logico, anche se Microsoft ha ancora del lavoro da fare. Oltre all’ottimizzazione dell’esperienza utente per i dispositivi di realtà mista e a una maggior diffusione di questi visori (ma qui toccherà soprattutto a Meta e Apple), sarà infatti necessario ampliare la portata di Teams in ambito AR/VR.

La stessa Meta ha già cominciato a investire sulla produttività per i suoi visori sia sul versante software (si pensi alla piattaforma Horizon Workrooms), sia su quello hardware con il visore Quest Pro. Meta ha inoltre introdotto recentemente Quest for Business, una piattaforma di gestione dei dispositivi e delle applicazioni per semplificare la distribuzione dei visori ai dipendenti.

I casi d’uso aziendali più comuni per la realtà virtuale o mista riguardano le simulazioni nell’ambito dell’istruzione e della formazione, ma come riportato da un recente sondaggio condotto su 1.000 decisori IT e OT (S&P Global’s 2023 Worldwide Metaverse Enterprise Survey), gli strumenti di produttività orizzontale sono i prossimi dopo le applicazioni per la formazione dei dipendenti. Inoltre, quasi la metà degli intervistati (48%) si aspetta che gli strumenti di collaborazione e comunicazione aziendali esistenti, come Microsoft Teams e Zoom, vengano ulteriormente migliorati con funzionalità nell’ambito del metaverso.

Condividi: