Microsoft stacca la spina alla realtà aumentata: Hololens 2 sarà supportato fino al 2027

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Microsoft ha cessato la produzione di HoloLens 2, anche se continuerà a investire nella realtà mista a livello software.

Microsoft ha ufficialmente cessato la produzione del suo visore per la realtà mista HoloLens 2, che rimarrà comunque supportato anche a livello di sicurezza fino al 31 dicembre 2027 (il supporto al primo HoloLens verrà invece interrotto alla fine di quest’anno). Un portavoce di Microsoft ha aggiunto che l’azienda continuerà a investire in opportunità di realtà mista con soluzioni software e servizi first-party, collaborando con il più ampio ecosistema di smartphone e hardware per la realtà mista.

L’HoloLens 2, decisamente più avanzato del suo predecessore di tre anni prima, è stato presentato all’inizio del 2019 e Microsoft l’ha reso disponibile ai clienti nel corso dello stesso anno. Già nel 2022 però il capo di HoloLens Alex Kipman aveva lasciato Microsoft e nello stesso anno il visore non aveva trovato alcun spazio all’evento Build.

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Un rappresentante di un’azienda specializzata in applicazioni di realtà virtuale e aumentata che ha parlato con The Register si è detto sorpreso dell’annuncio. Non perché sia stato uno shock che Microsoft abbia staccato la spina al sui visore, ma perché pensava che Hololens 2 fosse già stato messo da parte anni fa.

Per quanto riguarda invece gli attuali clienti di HoloLens, l’esercito statunitense ha collaborato con Microsoft per portare il visore sul campo di battaglia, o almeno nelle caserme, e il colosso di Redmond ha detto di essere ancora impegnato nel programma IVAS con il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.

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Meta presenta a Connect il visore VR low-cost Quest 3s, Llama 3.2 e occhiali AR

Meta presenta a Connect il visore VR low-cost Quest 3s, Llama 3.2 e occhiali AR
Nonostante la divisione Reality Labs abbia registrato perdite significative, Meta continua a investire massicciamente in AR e VR e il record azionario successivo all'evento Connect sembra premiare questa strategia.

All’evento Connect di quest’anno, Meta ha fatto un passo significativo verso il futuro della realtà aumentata, presentando il prototipo dei suoi occhiali AR Orion. Questi dispositivi, descritti dal CEO Mark Zuckerberg come una “macchina del tempo”, rappresentano un salto tecnologico notevole nel campo della realtà aumentata.

Gli Orion, realizzati in lega di magnesio e alimentati da chip personalizzati di Meta, promettono di sovrapporre ologrammi al mondo reale, offrendo un’esperienza immersiva senza precedenti. L’interazione con questi occhiali avviene attraverso un mix innovativo di tecnologie come tracciamento delle mani, comandi vocali e un’interfaccia neurale al polso.

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Sebbene il prototipo attuale sia ancora ingombrante, Meta ha dichiarato l’intenzione di perfezionare il design, rendendolo più piccolo, elegante ed economicamente accessibile prima del lancio sul mercato previsto per il 2027. Durante la presentazione, Zuckerberg non ha dimostrato direttamente le capacità degli Orion, optando invece per un video delle reazioni di vari tester, tra cui il CEO di Nvidia, Jensen Huang.

Parallelamente agli Orion, Meta ha annunciato una serie di altre innovazioni. Tra queste, spicca il nuovo visore per realtà mista Quest 3S più economico del suo predecessore con un prezzo di partenza di 329,99 euro. L’azienda ha anche ridotto il prezzo del Quest 3 (si parte da 479,99 euro) e ha annunciato l’uscita dal listino dei modelli Quest 2 e Quest Pro, segnalando così un evidente cambiamento nella sua strategia hardware.

Sul fronte dell’intelligenza artificiale, Meta ha presentato Llama 3.2, il suo primo modello AI multimodale open-source, e ha introdotto nuove capacità vocali per il chatbot Meta AI, inclusa l’opzione di utilizzare voci di celebrità. Questi sviluppi si estendono anche agli occhiali smart Ray-Ban Meta, che ora offrono funzionalità come la traduzione in tempo reale.

Nonostante le sfide finanziarie, con la divisione Reality Labs che ha registrato perdite significative, Meta continua a investire massicciamente in AR, VR e tecnologie del metaverso. Questa strategia sembra pagare, almeno sul fronte del mercato azionario, con le azioni di Meta che hanno raggiunto un massimo storico di chiusura il giorno dell’evento Connect.

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