L’Unione Europea sta cercando di sviluppare alternative a Starlink per la banda larga satellitare, ma i progetti finanziati con fondi pubblici richiedono tempi lunghi prima di diventare operativi. Al momento, esistono soluzioni private, ma risultano meno competitive rispetto alla costellazione di SpaceX, sia per costi, sia per copertura, con Starlink che vanta oltre 6800 satelliti in orbita.

L’obiettivo dell’UE è garantire la connettività a banda larga per tutti i cittadini, soprattutto nelle zone rurali e scarsamente servite. In alcuni Stati membri, sono stati introdotti programmi di buoni per aiutare le famiglie ad accedere ai servizi satellitari, coprendo in parte i costi di installazione e abbonamento. Tuttavia, queste iniziative non eliminano la necessità di una costellazione satellitare europea competitiva.

Per rispondere alla crescente domanda di connettività e sicurezza, l’UE ha avviato il progetto Iris2 (Infrastruttura per la resilienza, l’interconnettività e la sicurezza via satellite). Questa costellazione combinerà satelliti in orbita bassa (LEO), media (MEO) e geostazionaria (GEO), offrendo servizi di comunicazione sicuri per governi e imprese, oltre a una copertura a banda larga per i cittadini. Il progetto è stato assegnato al consorzio SpaceRise con un contratto di concessione di 12 anni, ma l’operatività completa è prevista solo per il 2030.

Prima di Iris2, alcuni progetti europei hanno gettato le basi per lo sviluppo della banda larga satellitare. Il progetto Saber ha riunito le autorità regionali per ridurre il divario digitale e migliorare la copertura, mentre Bresat ha fornito dati sulle aree coperte, studi di fattibilità e linee guida per future implementazioni, oltre a seminari di sensibilizzazione. Questi progetti stanno quindi contribuendo alla strategia satellitare europea, ma senza portare a una rete operativa immediata.

Per quanto riguarda l’Italia, a dicembre 2024 il governo ha affidato all’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) lo studio di fattibilità per una costellazione nazionale in orbita bassa, come previsto dal Ddl Spazio. Lo studio, atteso entro l’estate, valuterà costi, sostenibilità economica e benefici, con particolare attenzione alla copertura del Mediterraneo allargato. Il progetto coinvolgerà istituzioni come la Difesa, dal momento che le applicazioni spaziali hanno un doppio uso sia civile, sia militare.

starlink alternative

Tra le aziende europee attive nella banda larga satellitare, spicca OneWeb, ora parte di Eutelsat, con circa 650 satelliti in orbita. La società fornisce servizi di connettività a bassa latenza attraverso Telespazio, che gestisce anche una rete di 34 satelliti geostazionari. Tuttavia, la copertura globale di OneWeb non è paragonabile a quella di Starlink e i costi rimangono elevati. Altri operatori come SES e la britannica Inmarsat offrono servizi specifici per enti governativi e imprese, con un focus particolare su regioni come l’Africa.

Nel frattempo, Amazon sta investendo nella sua costellazione Kuiper, un ambizioso progetto con oltre 3.200 satelliti previsti che ha già ricevuto l’approvazione dell’Ofcom britannico per la fornitura di servizi satellitari in orbita bassa e ha lanciato due satelliti di prova. Amazon ha in programma di avviare il servizio entro fine anno utilizzando razzi di Blue Origin, Arianespace e SpaceX per il dispiegamento dei satelliti. La rete di Kuiper punta a fornire una connessione globale ad alte prestazioni, con particolare attenzione a clienti residenziali, scuole, ospedali e aziende in aree remote.

Tra gli attori principali dei nuovi sviluppi in ambito satellitare spiccano anche Vodafone e AST SpaceMobile con SatCo, il primo operatore europeo di servizi satellitari direct-to-device che punta a garantire copertura completa e senza interruzioni. Il modello operativo prevede l’integrazione con le reti terrestri, offrendo banda larga mobile anche nelle zone più isolate.

Infine, Deutsche Telekom e Google hanno effettuato il primo test europeo di invio di SMS via satellite con un Pixel 9, con il lancio commerciale del servizio in Europa previsto entro fine anno. Questa tecnologia potrebbe rivoluzionare la connettività mobile, rendendo i servizi satellitari più accessibili e integrati con gli smartphone di nuova generazione.